Chiusura punti nascita di Polla e Sapri: ieri una fiaccolata di protesta, domenica la visita del presidente commissione Sanità

Continuano le proteste, le reazioni e soprattutto è sempre più “ardente” l’attesa per il destino dei punti nascita di Polla e Sapri. La Regione ha presentato la nuova richiesta di deroga al Governo per i due punti nascita che non hanno raggiunto i 500 nati nel 2017 e ora si attende la risposta. Nel frattempo è stata annunciata ieri la visita, domenica mattina, del presidente commissione Sanità, Pier Paolo Sileri, negli ospedali di Polla e Sapri in compagnia del senatore Franco Castiello. Per quanto riguarda il fronte delle proteste, oltre al ricorso al Tar da parte dei Comuni del Vallo di Diano c’è da registrare la fiaccolata di circa 500 persone, organizzata ieri da don Pasquale Pellegrino, per chiedere la difesa dell’ospedale di Sapri. La Chiesa è voluta scendere in piazza per un momento di preghiera, riflessione e raccoglimento in favore del presidio dell’Immacolta che rischia di perdere tra poche settimane il punto nascita. Il vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro, monsignor Antonio de Luca, ha più volte manifestato l’attenzione della Chiesa verso la tutela dei due territori. La fiaccolata è partita dalla Chiesa Madre per raggiungere il presidio ospedaliero. Hanno partecipato cittadini di diverse località del Golfo di Policastro.

Una risposta

  1. Dott. Nunzio Antonio Babino ha detto:

    Domenica prossima, ai politici che saranno a Polla e a Sapri, locali e nazionali, accompagnati o meno dai sindaci, ricordate che senza il Reparto di Ginecologia ed il Pronto soccorso ginecologico, i due Ospedali di Polla e di Sapri, non potranno soccorrere e/o visitare le loro mogli e/o le loro figlie, qualora ne avessero bisogno, quando durante l’estate prossima, attraversando l’Autostrada del Mediterraneo e quindi il Vallo di Diano, si recheranno verso le spiagge del Golfo di Policastro e/o della Calabria. Ricordate che i due Ospedali, senza Ginecologi e senza il punto nascita, sarebbero di fatto “negati” a tutte le donne di qualsiasi età, con qualsiasi problema ginecologico, urgente e/o non urgente. Tutte le donne non potranno avere la necessaria assistenza medica per danni ginecologici post-incidente e/o semplicemente per i normali controlli ginecologici e/o ostetrici, eventualmente necessari durante il periodo di permanenza nelle aree turistiche della Campania, della Basilicata e della Calabria. Forse capiranno l’importanza dei Centri nascita a sud di Salerno e della presenza negli Ospedali dei Medici Ostetrici-Ginecologi, delle Ostetriche, delle Puericultrici e di tutto il personale infermieristico che lavora nei Centri nascita, anche quando il numero dei parti/anno è inferiore a 500.

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