Basket. Nando Gentile, dal campo alla scrivania. Parla l’eterno scugnizzo che fece sognare Caserta

Nando Gentile era l’uomo dell’ultimo tiro. Era così intrepido che i tifosi della Juvecaserta lo ribattezzarono Nandokan, in omaggio all’eroe dei romanzi di Emilio Salgari. Bastò poco al ragazzo nato a Tuoro, periferia orientale di Caserta, il giorno di Capodanno del 1967 per lasciare tutti a bocca aperta: aveva compiuto da poco 16 anni quando Bogdan Tanjevic lo fece esordire in A1 sul campo della Jolly Colombani Cantù campione d’Europa in carica. Un esordio talmente folgorante che, in diretta tv, Aldo Giordani ammise di non sapere chi fosse quel ragazzino così preciso e già incredibilmente maturo. La Juvecaserta e Nando Gentile: undici stagioni di fila, dal 1982 al 1993. Non mancarono le delusioni (due finali-scudetto perse contro l’Olimpia Milano nel 1986 e nel 1987, la Coppa delle Coppe 1989 svanita ai supplementari contro il Real Madrid), ma le ferite si suturarono tutte d’un colpo quando la Phonola allenata dall’ex insegnante di educazione fisica Franco Marcelletti castigò la Philips di Mike D’Antoni nella serie che assegnò il titolo nel 1991: Gentile profeta di una squadra che, nel corso della decisiva gara-5, aveva perso per infortunio Vincenzo Esposito, la metà creativa di una coppia che aveva sfidato gli squadroni delle metropoli ed aveva portato in trionfo la provincia umile ed operaia. Non c’è solo la Juvecaserta: Gentile conquista l’argento con la Nazionale italiana agli Europei del 1991, vinti dalla formidabile Jugoslavia. Nell’estate del 1993 ritrova sulla sua strada Tanjevic: un anno a Trieste, quindi l’accoppiata scudetto-Coppa Italia con la maglia della Stefanel Milano nel 1996. Un grave infortunio alla soglia dei trent’anni anticamera dell’avventura in Grecia con il Panathinaikos del maestro Obradovic: tre titoli nazionali di fila e l’Eurolega nel 2000. Ultimi spiccioli della carriera tra Udine, Siena e la terra natia prima di vestire i panni dell’allenatore con alterne fortune (Imola, Virtus Roma, Veroli). La vita cestistica di Ferdinando Gentile – che nel frattempo segue le carriere dei figli Stefano ed Alessandro – ricomincia dalla scrivania nel 2017: il San Nicola Basket dei Cedri gli affida la direzione tecnica della squadra, che rincorre il sogno della serie B fino agli spareggi interregionali. L’ultima fermata lo riporta a casa: la sua esperienza al servizio delle ambizioni del New Caserta Basket. Questo scugnizzo di 52 anni sente il cuore che batte ancora forte.

Testo di Carmine Marino

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