Possibili aree inquinate nel Vallo di Diano. Il Codacons: “Abbiamo ricevuto i dati, ma l’Arpac ne vieta la diffusione”

Nuovi sviluppi in merito ai dati accolti raccolti dall’elicottero con il “pendaglio” che si aggirava nei cieli del Vallo di Diano nell’estate del 2014 vengono resi noti dal responsabile Codacons Vallo di Diano, Roberto De Luca attraverso una nota stampa. “I dati, scrive De Luca,  non si possono divulgare. Infatti, i risultati (non completi) a noi inviati dall’ARPAC ricadono sotto la dicitura “documenti riservati” di cui “è vietata la diffusione o la copia dei contenuti, anche in modo parziale senza autorizzazione”. Il Codacons il 28 ottobre 2018 ha inoltrato una richiesta di accesso agli atti, alle Istituzioni indicate  quali detentrici dei dati. 

“In data 22 dicembre 2018, quasi due mesi dopo l’invio della nostra PEC, si legge nel comunicato, riceviamo risposta dall’ARPAC che invia, tramite PEC, dei file che sono “documenti riservati” di cui “è vietata la diffusione o la copia dei contenuti, anche in modo parziale senza autorizzazione”.

Pur tuttavia, abbiamo notato che la documentazione a noi spedita non è completa, perché, a differenza di quanto indicato nella nostra missiva del 23 ottobre 2018, in cui si formulava opportunamente la richiesta limitatamente ai quindici Comuni del comprensorio del Vallo di Diano, a noi pervenivano dati solo per sei Comuni, con totale mancato inoltro dei dati rilevati per gli altri nove Comuni del comprensorio”. Per questo il Codacons Vallo di Diano, nella giornata di ieri ha inviato all’ARPAC, al Ministero dell’Ambiente e al Comando Carabinieri Tutela Ambiente una nuova richiesta di accesso agli atti, la richiesta di ulteriori misure da effettuarsi a terra e una richiesta “di autorizzazione alla divulgazione alla stampa libera dei dati di pubblica utilità e di vitale importanza per la salute del cittadino”.

“Abbiamo inoltrato, termina il responsabile della sede Condacons Vallo di Diano, Roberto De Luca,  tutta la nostra corrispondenza, tradotta in Inglese, a Bruxell (Environment Directorate-General of the European Commission).  Concludiamo con un appello ai Sindaci del Vallo di Diano di effettuare, così come noi abbiamo fatto, una richiesta dei dati in possesso dell’ARPAC e di valutare se siano necessari ulteriori controlli, rispetto a quanto rilevato dal geo-radar nell’estate del 2014. Dopotutto sono trascorsi “solo” quattro anni.

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