Il viaggio nei luoghi abbandonati con “Il Vallo perduto” e la speranza che nel 2019 ci siano interventi

Dieci puntate de “Il Vallo perduto”, la nuova rubrica di Italia2tv, hanno riscosso successo ma anche evidenziato tante, troppe, aree abbandonate e non sfruttate – nel senso buono del termine – nel nostro territorio. Dieci puntate che sono solo la punta dell’iceberg delle strutture e dei luoghi abbandonati nel Vallo di Diano e nelle zone limitrofe. Tante sono le segnalazioni che ci sono giunte e tante anche le puntate in cantiere per denunciare come il futuro spesso viene scippato al Vallo di Diano ma anche come lo stesso Vallo di Diano, spesso, perda il proprio futuro. La puntata più vista è quella che segna anche l’inizio dell’abbandono del territorio, la “sospensione” della Sicignano-Lagonegro dal 1987. Da allora la tratta non è stata più utilizzata e i binari (e le stazioni) rappresentano una cicatrice che segna il comprensorio. Abbiamo scoperto – attraverso i vari viaggi – tante strutture e aree non sfruttate. L’ex polveriera di Mandrenello a Padula è un colpo al cuore della Natura e non solo, così come l’archeodromo di Monte san Giacomo o l’ex piscina di Buonabitacolo. Luoghi che dovevano rappresentare miniere per il futuro e che invece, a oggi, sono monumento al decadimento.

Dopo le nostre trasmissioni oltre a decina di migliaia di visualizzazioni ha provocato anche qualche reazione. Occorre anche aggiungere non tutte le persone coinvolte avrebbero voluto che venissero evidenziate alcune nefandezze, ma c’è chi convocato gli uffici competenti per chiedere interventi e delucidazioni. E’ successo a Polla (per l’ex chiesa del Rosario) e a Buonabitacolo. A Monte San Giacomo il giorno successivo alla nostra trasmissione, in consiglio comunale si è parlato di archeodromo. La speranza è che non siano effimere reazioni ma concrete azioni. Noi – con “Il Vallo perduto” nei prossimi mesi torneremo sui luoghi visitati per capire se ci sono stati degli interventi.

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