Giallo di Petina: proseguono le indagini dei Carabinieri di Sala Consilina. Possibili risposte dalla Banca del Dna di Roma

La Banca del Dna di Roma potrà dare maggiori risposte sulla identità dello sconosciuto di Petina. Si tratta della persona trovata priva di vita lo scorso anno tra le montagne di Petina dopo la caduta di circa 40 metri senza cellulare e documenti. Un uomo di circa 30 anni con la pelle olivastra deceduto per le conseguenze delle caduta. Sul suo corpo è stata effettuata l’autopsia e dopo qualche mese è stato sotterrato nel cimitero di Petina senza nome. Gli inquirenti, i carabinieri della Compagnia di Sala Consilina guidata dal capitano Davide Acquaviva, hanno prelevato il Dna e – notizia emersa nelle scorse ore – hanno inviato il tutto agli esperti capitolini per capire se il suo Dna fosse già nella “Banca”. Le indagini quindi proseguono. Le ipotesi sulla sua morte sono due: il suicidio e l’incidente mentre passeggiava in montagna. Appare difficile supporre un omicidio. Del caso si è interessato anche l’associazione Penelope che – a livello nazionale – si occupa di casi del genere. I carabinieri – occorre aggiungere – hanno portato avanti una serie di accertamenti per cercare di dare un nome all’uomo, ritrovato da un bikers di Caggiano a oltre 1.500 metri di altezza. Per ora tutto è stato vano.

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