Teggiano, al “Pomponio Leto” celebrata la giornata del ricordo in memoria delle vittime delle Foibe

L’istituto di istruzione superiore “Pomponio Leto” di Teggiano ha celebrato la giornata del ricordo in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata del 1945. L’iniziativa è stata promossa dalla sezione Interact che ha sede proprio presso la sede dell’istituto superiore di Teggiano e si è avvalsa del contributo della professoressa Anna Maria Francesca Totaro e della presenza del dottor Giuseppe Morello, nipote dell’agente della Polizia di Stato di cui porta lo stesso nome, infoibato nel 1945 dopo essere stato catturato dai “titini” presso la caserma di Monfalcone ,oggi provincia di Gorizia ma, all’epoca, provincia di Trieste.  A fare gli onori di casa è stato il Dirigente scolastico Rocco Colombo, cui sono seguiti gli interventi del Presidente della sezione Interact del Vallo di Diano Ernesto Bianchino, quello del Presidente del Rotary Club Sala Consilina-Vallo di Diano Antonello Rivellese, mentre le conclusioni sono state affidate al Governatore del Distretto 2100 del Rotary Club , Salvatore Iovieno. “Voglio complimentarmi con i vostri ragazzi- ha riferito nel suo intervento il governatore Iovieno rivolgendosi al preside Colombo – perché è importante sottoporre alla riflessione dei giovani questi momenti della nostra storia, affinchè gli orrori del passato non abbiano mai più a verificarsi”.  Nel corso della settimana scorsa gli studenti hanno dato vita ad un’altra serie di eventi, per ricordare le vittime della Shoah. “Noi siamo fermamente convinti   che è solo lo studio che rende davvero  liberi- ha riferito il Dirigente scolastico Rocco Colombo. Più si è ignoranti e più è facile gestire le menti delle persone. Le dittature nascono dall’ignoranza della storia e l’ignoranza è l’anticamera della violenza.   La violenza, però, genera sempre altra violenza, per questo pensiamo che la scuola debba profondere il massimo delle sue energie per fare in modo che i ragazzi conoscano gli orrori del passato, li studino e li analizzino, con la speranza che possano contribuire a non risvegliare mai più sentimenti di odio che hanno prodotto i campi di concentramento, i gulag e le foibe”.

 

 

 

 

 

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