Ciaspolata sul monte Cervati, turisti ed ambientalisti sulla vetta più alta della Campania per fare chiarezza su progetti e gestione del grande attrattore

Il Monte Cervati è al centro di un progetto di valorizzazione che coinvolge non solo il comune di Sanza ma anche i 10 comuni alle sue pendici. Un progetto che punta alla valorizzazione dei centri storici, punto di partenza per un turismo “lento”, sano e responsabile, ma anche ad una gestione più accurata e consapevole dell’infinito patrimonio rappresentato dalla vetta più alta della Campania. Di questo e molto altro si è discusso domenica in occasione di una ciaspolata tenutasi appunto sul Cervati, organizzata dalla Pro Loco sanzese e dalla sezione CAI di Montano Antilia in collaborazione con l’amministrazione comunale di Sanza. Circa 50 i partecipanti, tra i quali anche i rappresentanti di associazioni ambientaliste come Mario Salsano di Legambiente Agropoli, Andrea Scagano in rappresentanza del Club Alpino Italiano di Montano Antilia e dell’ATC del Parco Nazionale Cilento Vallo di Diano ed Alburni, e poi tanti soci CAI come Mariaconcetta Laveglia, i rappresentanti del Soccorso Alpino e dell’amministrazione comunale. Un’occasione servita, oltre che a fornire la possibilità di ammirare le bellezze innevate del grande attrattore Cervati, anche a fare chiarezza su alcune questioni riguardanti la gestione della montagna. A partire dal meraviglioso bosco, “da sempre curato nei minimi dettagli, ha spiegato il vice sindaco Tony Lettieri, e del quale ci prendiamo cura quotidianamente stando attenti a non deturparlo e a non lasciarlo in balia di incivili”. E poi la questione motoslitte, quelle che spesso circolano sul monte per poter garantire la sicurezza dei turisti ma per le quali il CAI e Legambiente hanno chiesto all’amministrazione comunale una regolamentazione più dettagliata. Ed infine le baite in località Vallivona, proprietà del Parco ma dal primo gennaio 2019  nella gestione del comune di Sanza il quale punta a riqualificarle e a darle in gestione a privati unitamente al parco avventura costruito dalla Comunità Montana Vallo di Diano.

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