8 ragazze di Sassano protagoniste in un videoclip per “combattere” la violenza sulle donne

Ci sono storie che è difficile leggere, ma che è indispensabile siano scritte. Ci sono storie che è difficile raccontare, ma è indispensabile che siano divulgate.

Sono quelle storie di donne intrappolate in un rapporto violento, denigrate nei contesti lavorativi, donne conquistate, usate e “gettate” via come uno straccio vecchio, donne che vengono ricordate con slogan soltanto nelle ricorrenze di calendario, donne che, però, hanno trovato la forza ed il coraggio di andare avanti, superare i ricordi dolorosi e approdare alla consapevolezza che la propria vita ha valore. Un valore che dona la forza per raccontare e condividere la propria esperienza perché altre donne trovino il coraggio di ribellarsi a un “amore” o a contesti “nemici”. Incarna tutto questo A Silvia “un fiore”, video clip realizzato a Sassano e che mira a sensibilizzare sul tema violenza contro le donne, ormai troppo frequente anche nei territori più piccoli come il Vallo di Diano. “Silvia vuole scomparire tra la gente da chi la giudica senza sapere niente e porta dentro il peso del suo corpo” inizia con queste parole il testo del video A Silvia “un fiore”, musicato da Nicola Linfante e scritto da Annalisa Biancamano, Luisa Loscalzo della Luna Music Center e dallo stesso Nicola. Un progetto patrocinato dal comune di Sassano e dal Parco del Cilento Vallo di Diano ed Alburni girato nei luoghi più suggestivi di Sassano, un lavoro che si schiera a favore delle donne lanciando un messaggio di speranza. Le immagini di Ester Romano e la regia di Adriano Giotti hanno immortalato i volti di 8 ragazze sassanesi, che con professionalità si sono improvvisate attrici, le quali grazie all’aiuto dell’acting coach Nataly Becks hanno interpretato le storie di otto donne vittime di violenza e di soprusi. “Sono come sono libera, non è un sogno siamo come siamo donne nel mondo … guardami un po’ più su nel cuore c’è di più…  l’AMORE. Raccoglimi sotto il sole come se fossi un fiore”, continua con questo grido di libertà, di incoraggiamento la canzone A Silvia, uno sprone a quelle donne che hanno paura di venire fuori, a quelle tante donne chiuse tra le mura domestiche, a quelle donne che vogliono allontanarsi dal male che gli viene perpetrato ogni giorno, a quelle donne e madri che vogliono evadere da quella sofferenza che le lacera attimo dopo attimo. Raccoglimi come un fiore, dice il testo, il fiore simbolo di delicatezza, purezza e fragilità. Fragilità che deve essere compresa e “curata”. Silvia che incarna tutte le donne, deve essere curata e accudita come il più fragile e prezioso fiore. A Silvia, insomma, è la spinta a potercela fare, sempre.

 

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