Banca del Cilento, parola d’ordine “qualità”. Il direttore Solimeno: “Siamo stati visionari, oggi raccogliamo i frutti”

Con l’ingresso nel Gruppo ICCREA e con l’attribuzione del controllo sulle Banche di Credito Cooperativo direttamente alla Banca Centrale Europea, cambia necessariamente il modello di business delle stesse BCC. È questo uno dei concetti fondamentali ripresi dal direttore generale Ciro Solimeno nel corso della recente riunione commerciale con i preposti della Banca del Cilento, di Sassano e Vallo di Diano e della Lucania. Il direttore Solimeno ha dettato la linea della Banca del Cilento per i prossimi mesi, e tra gli obiettivi nel mirino c’è una sempre maggiore attenzione alla qualità.

“Questa è una operazione che ci impegnerà moltissimo -ha sottolineato il direttore generale- principalmente nella consulenza che dovremo fare ai nostri clienti e ai nostri soci, per far comprendere fino in fondo l’essenza di questa novità. Quello che abbiamo fatto in particolare negli ultimi 5-6 anni, oggi sta cominciando a dare i suoi frutti, come dimostrano la crescita territoriale e l’espansione della nostra clientela”. Con gli attuali circa 50mila clienti distribuiti nelle tre regioni sulle quali opera, la Banca del Cilento ha conseguito di fatto quote di mercato molto interessanti e significative. “Se oggi ci vengono riconosciuti certi meriti -evidenzia Solimeno- è anche perché li abbiamo in un certo senso ricercati: siamo stati un pò visionari nei nostri piani industriali, mentre altri invece restavano chiusi nei loro ambiti. Con i cambiamenti in atto oggi dobbiamo essere in grado di affiancare a tutto questo anche una ulteriore sfida, che è appunto quella della qualità dei nostri rapporti e delle nostre relazioni”. La crescita porterà infatti all’introduzione nel sistema bancario italiano, anche a livello di piccole banche, delle logiche di controllo della BCE, che sono molto più invasive e continue delle precedenti. “Siamo chiamati a fare un doppio salto mortale -spiega il direttore generale della Banca del Cilento- perché dobbiamo cambiare senza perdere la continuità del lavoro fatto e delle quote di mercato acquisite. Si tratta di una operazione molto difficile, ma che dobbiamo portare a termine, per consolidare le posizioni competitive che abbiamo fortemente voluto e conseguito”. Sempre di più la “pulizia” degli attivi e dei bilanci diventa quindi un fattore determinante, anche nella concorrenza tra le varie banche: “Si tratta indubbiamente di un modello diverso da quello storico delle BCC -conferma Solimeno- e noi dobbiamo essere bravi a far comprendere le diversità connaturate alla diversificazione che ci viene richiesta, tenendo ben presente che sono finalizzate ad un ulteriore salto di qualità”.

 

 

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