Salute mentale e riabilitazione: La Sentinella a San Rufo, modello virtuoso nel centro storico cittadino

Si chiama La Sentinella la Casa Alloggio che rappresenta la prima iniziativa nel Vallo di Diano di una comunità terapeutica inserita all’interno di un contesto sociale, al centro di San Rufo, e non come altre relegate al margine delle comunità e in disparte.

Un modello per ora unico di struttura residenziale destinato ad ospiti con problemi di Salute Mentale nell’ambito territoriale del Consorzio Piano Sociale di Zona S10, dove opera in stretta collaborazione con l’Unità Operativa di Salute Mentale di Sapri Sant’Arsenio. Il progetto de La Sentinella nasce dalla ferma volontà manifestata dal Comune di San Rufo, guidato prima dal sindaco Gianna Benvenga e poi in continuità da Michele Marmo, di promuovere un significativo progetto sperimentale nel cuore del centro storico cittadino. La struttura scelta, di proprietà comunale, era stata ristrutturata con fondi Europei.

Una volta individuata nella riabilitazione psichiatrica la sua destinazione d’uso, il bando per la gestione del progetto con il conseguente affidamento alla Cooperativa Benessere di Potenza. Dal punto di vista operativo il progetto de La Sentinella è stato effettivamente avviato a maggio 2016. Al momento gli operatori della Casa Accoglienza sono cinque, più altri collaboratori “esterni”, mentre gli ospiti sono sei, rispetto ad un numero massimo di sette, individuato in base alle normative regionali e alle caratteristiche strutturali dell’edificio utilizzato.

Ovviamente inizialmente molto impegnativa per gli operatori è stata la necessità di spiegare alla comunità sanrufese, in particolare quella residente, la natura del progetto e la sostanza dell’iniziativa. Non è infatti semplice far comprendere, al di là degli operatori del settore, la natura delle attività relative al percorso di riabilitazione nel settore della salute mentale. Ancora di più perché La Sentinella rappresenta un caso di struttura caratterizzata da percorsi integrativi, con gli ospiti che, ovviamente guidati e seguiti dagli operatori, interagiscono con la comunità per rendere più efficace la loro riabilitazione. Il progetto prevede inoltre un costante ricambio degli stessi ospiti, che una volta raggiunto il risultato riabilitativo riacquistano le “abilità” necessarie al re-inserimento nella società.

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