Violenza privata nel municipio di Salvitelle nei confronti di un tecnico comunale: la decisione della Cassazione

Può un tecnico comunale lavorare di domenica se autorizzato? Non per un ex consigliere comunale che ha usato – secondo la sentenza di appello – violenza privata per far “uscire” dal municipio il geometra in questione. Condanna annullata per prescrizione in Cassazione ma con la vicenda che ora proseguirà in sede civile per l’eventuale risarcimento da parte dell’ex consigliere nei confronti del tecnico comunale. Secondo quanto scritto dalle motivazioni della Cassazione il 31 gennaio del 2010 Mario Pompeo Perretta chiamò al telefono Pasquale Pucciarelli chiedendo allo stesso cosa stesse facendo di domenica e fuori dell’orario di ufficio all’interno del Municipio di Salvitelle, intimandogli di allontanarsi in quanto non autorizzato a permanervi ed avvertendolo che in difetto avrebbe chiamato i carabinieri, come poi effettivamente aveva fatto. Il secondo episodio il 21 febbraio 2010 – un’altra persona aveva chiesto a Pasquale Pucciarelli, che si trovava nel Municipio per il disbrigo di pratiche urgenti, cosa stesse facendo lì di domenica e fuori dell’orario di ufficio – rivolto al Pucciarelli, a voce alta, la frase ‘Tu te ne devi andare di qua, non sai chi sono io, poi il Comune non è di tua proprietà’, successivamente precisando che se non se ne fosse andato via essi erano autorizzati a rimanere sul posto” Da questi episodi è scattata la denuncia da parte di Pucciarelli difeso dall’avvocato Michele di Iesu. Il Tribunale di Lagonegro ha assolto i due denunciati, l’appello invece ha ribaltato l’assoluzione e condannato i due a 16 giorni (tramutati in 4mila euro di ammenda). I due hanno fatto ricorso in Cassazione. La suprema corte ha sì annullato la condanna – per prescrizione – ma ha ritenuto altri motivi di appello infondati. La Cassazione quindi ha così disposto “l’annullamento senza rinvio la sentenza impugnata agli effetti penali per essere il reato estinto per prescrizione. Rigetta il ricorso agli effetti civili. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese di parte civile liquidate in complessivi euro 2.100,00, oltre accessori di legge”.

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