Il castello Macchiaroli di Teggiano grande protagonista a Napoli in un convegno internazionale

Le invincibili mura monumentali del Castello e della cittadina di Teggiano, le narrazioni del Vallo di Diano, gli intrighi politici del tardo medioevo, la singolare naturalità dei luoghi e la complessa anima del popolo; questi son solo alcuni dei temi che, senza alcuna lettura memoriale ma proiettati verso il futuro, proposti al Convegno internazionale “Riconoscere e far conoscere i paesaggi fortificati” organizzato dall’ Università Federico II di Napoli in scena nella splendida location del Palazzo del Principe di Salerno a Napoli ieri e oggi

“Fortezze Medioevali e connessioni contemporanee. Il Castello Macchiaroli di Teggiano” verrà proposto dall’ avvocato napoletano Benedetto Migliaccio, presidente dell’ “Accademia Filangieri – della Porta” legato a doppio filo di sangue con Gaetano Amalfi, il magistrato amante delle lettere che, allievo di Imbriani e Pitrè, in fine 800 raccolse storie ed usi antichi del popolo del Vallo e teggianesi.

Per illustrare tanto le “fragilità delle mura invincibili” quanto la “visione lunga verso il futuro” che nella storia del Vallo non è mai mancata, il saggio sarà accompagnato da foto inedite e d’autore, concesse dalle famiglie Carrano e Macchiaroli all’ “amico rianese”, tra cui immagini scattate dal celebre fotografo Mimmo Jodice ed altre dell’ Archivio BACAS di Pietro Costa.

L’ autore ci anticipa i temi trattati “Il Castello non rappresenta solo una pregevole fortificazione medioevale ancorata alla conoscenza degli antichi eventi ma, mescolando le tracce di un passato remoto, ancora oggi vivo, con le passioni e le visioni della proprietà (Ingeborg e Gisella, eredi dell’ editore Gaetano Macchiaroli), genera complessi e nuovi processi emozionali. Le Mura monumentali invincibili, austere e solenni, oggi difendono un’ anima antica che non guarda solo al passato, ma contamina il presente ed una visione del futuro. Dall’ alto della Torre della Giammaruca lo sguardo involge idealmente tutto il Meridione: fierezza, resilienza e storie che non videro protagonisti solo Principi e Baroni”.

L’ analisi parte dagli antichi conflitti tra le Baronie locali e le dinastie durazzane, angioine ed aragonesi, sino alla “Congiura” ed alla resa di Antonello in esito all’ Assedio del 1497 “evento, questo, che segna la fine delle signorie locali e l’ apertura della fase delle dominazioni di eserciti stranieri in Italia, durata circa quattro secoli e che forse può dirsi terminata solo con l’ unità della nazione italiana”.

Quanto alle nuove funzioni il destino secoli dopo, nel 1886, porta a Teggiano un magistrato di prima nomina, don Gaetano Amalfi, e grazie alla sua opera sono ancora vive storie ed usi antichi ottocenteschi del popolo di Teggiano; “il filo si riannoda quasi cento anni dopo, quando l’ editore Gaetano Macchiaroli inizia il restauro del Castello intuendone un nuovo ruolo di presidio, stavolta culturale, dell’ identità del popolo, non del solo Vallo di Diano”.

Ingeborg e Gisella Macchiaroli ne completano l’ opera nel 2018 incontrando l’ artista newyorkese Piero Costa, discendente di una famiglia di Sant’ Arsenio, e la fondazione BACAS “così le invincibili mura fortificate generano una nuova Storia dalle profonde radici di un popolo; un binario di andata e ritorno lega mondi lontani e la terra dianese. Il Castello rinnova la fertilità di queste terre, e racconta storie non più di sola emigrazione del popolo meridionale: è sempre la casa popolare delle Genti, non più chiamate a difendere un Barone, ma ad essere protagoniste; un artigiano, uno studente quanto una fotografa alla ricerca di “arte di strada”.

La lezione antica attraversa i secoli, poggia sulla forza della terra del Sud, e consente una nuova narrazione; conclude l’ autore “se questo è il messaggio delle antiche pietre, Matera 2019 è ancora più vicina ed il suo percorso è solo l’ inizio della nuova rappresentazione di un Mezzogiorno d’ Italia non più problema, ma risorsa dell’ umanità”.

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