Rapporti tra ‘Ndrangheta e Vallo di Diano: ecco le richieste della Procura per il processo Frontiera

Sono arrivate le richieste della Procura di Catanzaro per il processo “Frontiera” che vede 58 persone alla sbarra e mette al centro di tutto il clan Muto e porta in evidenza anche uno stretto rapporto tra “Ndrangheta e Vallo di Diano. Quattro sono gli imputati di Sala Consilina. Il pm ha chiesto 24 anni di reclusione per il 62enne Vito Gallo, 11 anni per il 38enne Cono Gallo, suo figlio, entrambi difesi dall’avvocato Domenico Amodeo, 13 anni per il 39enne Enzo Casale, difeso dall’avvocato Loreto Zozzaro, invece è stata chiesta l’assoluzione per il 42enne Fabrizio Vitale difeso dagli avvocati Maurizio Vetere del foro di Cosenza ed Erminio Cioffi Squitieri del foro di Lagonegro.  L’operazione Frontiera della Dda calabrese si è interessata di numerosi reati: dall’associazione per delinquere passando allo spaccio e all’estorsione. E i quattro sono accusati a vario titolo. Il filone di indagine che ha portato alla luce questa vicenda è partito in seguito ad accertamenti sull’omicidio di Angelo Vassallo (i Muto non c’entrano con l’assassinio del sindaco pescatore) e hanno seguito le strade della droga. Nel Vallo di Diano e soprattutto a Sala Consilina è stata individuata, da parte dei carabinieri, una piazza della droga. Nel mirino degli inquirenti anche un episodio di estorsione ai danni di un imprenditore locale per imporre – secondo l’accusa – un negozio del pesce legato ai Muto. In manette anche Pietro Valente della ‘ndrina di Scalea e legato ai Muto. E legato anche al Vallo di Diano in quanto tre anni fa fu arrestato proprio a Sant’Arsenio in un’altra operazione della Direzione Antimafia di Catanzaro. Lo stesso Muto ha vissuto a Sala Consilina negli anni Novanta nell’ambito di un periodo di soggiorno obbligatorio durante il qualche conobbe Vito Gallo e da allora ebbero un rapporto strettissimo con legami anche di comparizia. La sentenza si attende entro fine mese.

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