Strage di bovini a Sanza: abbattuti dal servizio veterinario. “Intervento per ripristinare legalità”

Il caso dei bovini trovati privi di vita sul Monte Cervati ha provocato scalpore ed indignazione. Si tratta di capi di animali abbattuti nell’ambito di un’operazione congiunta di ripristino della legalità e portata avanti dal servizio veterinario dell’Asl di concerto con i carabinieri del Corpo Forestale dello Stato e  coordinata dalla Questura di Salerno per porre rimedio ad una situazione di allarme sanitario e di legalità sul territorio. In quella zona, come ci ha confermato Paolo Sarnelli, Dirigente dell’unità Operativa Dipartimentale “Prevenzione e sanità pubblica veterinaria” della Regione Campania, “ci sono alcune aziende di bovini allo stato brado gestite da soggetti non rispettosi delle regole, tra cui le norme sanitarie, i cui animali non vengono non sottoposti a controlli periodici per brucellosi e tubercolosi, malattie trasmissibili anche all’uomo”. Per questo, anche per far “sentire” la presenza dello Stato nel territorio, la Questura di concerto con il servizio veterinario e Carabinieri Forestali in questi giorni ha portato avanti un’operazione di abbattimento, con tiratori specializzati, dei capi affetti da queste patologie. Inoltre le zone in cui si trovano questi animali, con apposita ordinanza del sindaco di Sanza, Vittorio Esposito, sono interdette, sia per consentire le operazioni di abbattimento sia per evitare possibili contagi. Gli animali rinvenuti nella notte sono stati abbattuti nell’ambito dell’operazione condotta dal comitato per la sicurezza pubblica, dopo 24 ore sarebbero stati prelevati da una ditta specializzata. Ma proprio con il calare della notte sono stati compiuti degli atti osceni da ignoti: gli animali sono stati sgozzati e su alcuni di loro disegnate delle croci. “Un atto ignobile, ha sottolineato anche il dottore Sarnelli, il quale ha tenuto a precisare che quella portata avanti nelle zone del Cervati è sì un’operazione fondamentale per la tutela della salute dei cittadini e degli animali sani degli allevamenti della zona, ma anche un importante segnale di presenza dello Stato e di ripristino della legalità”.

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