Si assentano dal posto pubblico usufruendo della Legge 104, ma in realtà non assistono alcun disabile: nei guai due dipendenti pubblici nel cosentino

I militari della Compagnia di Sibari della Guardia di Finanza, al termine di un’attività di indagine delegata da questa Procura della Repubblica, diretta dal Procuratore Eugenio Facciolla, hanno accertato come due dipendenti di un Ente pubblico, attraverso sistematici raggiri, abbiano fruito dei permessi e congedi retribuiti per assistenza a persone disabili (Legge 104/92 e del D.Lgs. 151/01), utilizzandoli, in realtà, per adempiere a delle incombenze private e familiari.
Le indagini coordinate dal Sostituto Procuratore  Antonino IANNOTTA, sono state dirette a verificare il reale utilizzo dei giorni di assenza dal lavoro retribuiti di due dipendenti pubblici che, per fruire dei benefici di legge, avevano appositamente e fittiziamente variato il proprio indirizzo di residenza presso le abitazioni dei congiunti disabili bisognosi di assistenza.
In particolare, le Fiamme Gialle attraverso servizi di appostamento e pedinamento arricchiti da riprese video-fotografiche e dal riscontro del traffico telefonico, hanno accertato un utilizzo illegale dei c.d. congedi e permessi retribuiti ovvero l’abuso dei citati benefici, non utilizzati
per prestare assistenza ai parenti disabili ma per adempiere a incombenze private, anche fuori Regione, nonché per partecipare a spettacoli ed eventi televisivi. È stato infatti constatato come gli indagati abbiano truffato l’Ente dove prestano servizio, grazie a un cambio di residenza ad hoc e alle false dichiarazioni nelle quali hanno fittiziamente attestato di convivere e prestare assistenza in via continuativa ed
esclusiva ai rispettivi parenti disabili. Con tali comportamenti, i dipendenti hanno leso sia l’Ente pubblico di appartenenza, che ha
dovuto fronteggiare l’assenza dei propri lavoratori, che l’I.N.P.S., chiamata a rimborsare la quota di retribuzione anticipata dal datore di lavoro.
Grazie ai successivi approfondimenti documentali, allargati al trienno 2017-2019, sono stati calcolati i giorni di effettiva assenza ingiustificata (tra permessi e congedi retribuiti) e l’ammontare della retribuzione percepita indebitamente.In particolare, gli indagati si sono assentati per 117 giorni di permessi retribuiti e 169 giorni di congedi retribuiti, per un complessivo importo indebitamente percepito di circa 23.000 euro a titolo di retribuzione. All’esito delle indagini complessivamente svolte, i Finanzieri hanno segnalato a questa Procura della Repubblica, per i reati di falsità materiale (art. 482 C.P.) e truffa ai danni dello Stato (art. 640, 2 comma, C.P.), i due dipendenti pubblici che ora rischiano, oltre alla
restituzione dell’indebito percepito e il procedimento disciplinare da parte dell’Ente di appartenenza, la pena della reclusione da 1 a 6 anni e della multa sino a 1549 euro. L’attività svolta evidenzia il costante impegno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari e della Guardia di Finanza, attraverso i compiti di polizia economico-finanziaria, contro lo sperpero di denaro pubblico, a tutela dei bisognosi e delle fasce più deboli della collettività.

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