Evasione totale di una società del settore pubblicitario: l’operazione della Guardia di Finanza di Maratea

Le Fiamme Gialle di Maratea hanno individuato e sottoposto a verifica una società di capitali operante nel settore dei servizi pubblicitari, che per due anni consecutivi non ha dichiarato al fisco i profitti prodotti.
L’entità delle imposte evase accertate dai finanzieri ha determinato il superamento delle soglie di punibilità previste dalla normativa penale in vigore e, in particolare, la configurabilità in capo al rappresentante legale del soggetto giuridico del delitto di omessa presentazione della dichiarazione che prevede, a titolo di pena, la reclusione da un anno e sei mesi a quattro anni. Il medesimo dovrà rispondere, altresì, dell’occultamento delle scritture contabili e dei documenti di cui è obbligatoria la conservazione, anch’esso sanzionato penalmente con pene che vanno fino ai sei anni di reclusione. Ad effettuare la ricostruzione dei redditi della società sono intervenuti i medesimi finanzieri della Tenenza di Maratea che, nell’ambito degli ordinari servizi mirati al controllo economico del territorio, hanno sottoposto a controllo un automezzo destinato a promuovere attività turistico-ricettive della cittadina tirrenica.
Da qui l’origine del servizio che ha condotto alla scoperta dell’evasore totale. In particolare, l’automezzo, allestito nel modello cosiddetto “vela” con pannelli pubblicitari, risultava intestato ad una società di capitali e condotto dal rappresentante legale della stessa. Inoltre, le preliminari risultanze dell’attività svolta su strada, trasfuse nelle banche dati in uso all’Amministrazione Finanziaria, portavano al riconoscimento di significativi elementi di pericolosità fiscale in capo alla medesima: primo fra tutti, la mancanza di dichiarazioni fiscali negli anni 2016 e 2017.
Pertanto, le indagini di polizia economico-finanziaria culminavano con l’esecuzione di una verifica fiscale attraverso la quale veniva ricostruito il giro d’affari del soggetto economico, ammontante ad oltre trecentomila euro. In merito, a nulla è valso il comportamento del contribuente di occultare i documenti contabili in modo da non consentire la ricostruzione del volume di affari che le Fiamme Gialle sono riuscite a realizzare grazie alle prestazioni pubblicitarie rese in favore di vari operatori commerciali, presso i quali venivano eseguiti i cosiddetti riscontri incrociati.
Al termine degli accertamenti, attesa la rilevanza penale dell’imposta evasa, il rappresentante legale della società che assumeva la qualità di evasore totale è stato denunciato a piede libero all’Autorità Giudiziaria in quanto ritenuto responsabile dei delitti previsti e puniti dagli artt. 5 e 10 del D.Lgs. 74/2000

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