Rinascita dell’ospedale di Sant’Arsenio. La Cgil contro il Comune: “Si prende meriti non suoi”

L’eventuale recupero – quando e se avverrà per davvero – dell’ospedale di Sant’Arsenio a chi dovrà essere attribuito? La Cgil interviene in seguito al comunicato del 2 luglio del Comune di Sant’Arsenio nel quale si leggeva – tra le altre cose – che Pica “rivendicava l’operato del suo sindacato che, in appena 2 anni, ha consentito una significativa inversione di rotta circa le sorti dell’ospedale santarsenese. Il nostro lavoro ha ottenuto il riconoscimento del Comprensorio come dimostra il documento di approvazione e sostegno che è stato oggetto di condivisione unanime dei sindaci in occasione dell’ultima assemblea generale dell’Ente Montano”.

Ma la Cgil e il suo segretario di settore, Pasquale Addesso, forniscono una versione diversa. “I meriti che da solo il sindaco si ascrive, relativamente al trasferimento dell’Anatomia Patologica dai locali di Polla inadeguati e pericolosi per la sicurezza dei lavoratori, presso l’ex laboratorio di analisi di Sant’Arsenio sono il frutto di un costante lavoro e di una strategia organizzativa di questa organizzazione sindacale che si è assunta da almeno un ventennio a questa parte. Giova ricordare, che prima dell’ipotesi concretizzatasi negli ultimi giorni, i locali dove, per nostra lungimiranza e per meriti del Direttore Responsabile del Servizio è stata collocata l’Anatomia Patologica, qualcuno, proponeva di svuotarli e di destinarli ad attività della Fisioterapia, con eliminazione dell’unica Aula Magna, degna di questo nome, trasformata in palestra”.

La Cgil attacca ancora l’amministrazione Pica: “Per quanto concerne il Servizio di contrasto alle Dipendenze Patologiche da azzardo ed alcol, nonostante le delibere dell’ASL a favore dell’istituzione del servizio, bisogna ricordarsi di non vendere la pelle dellorso prima di averlo ucciso. Primo perché i lavori non sono ancora conclusi, secondo perché i lavori previsti sono coperti con fondi di scarso importo che certo non possono far sperare in un intervento di ristrutturazione analogo a quello posto in essere alcuni anni orsono presso l’Hospice. Piuttosto, sollecitiamo la Struttura Commissariale di assegnare e formare il personale necessario al funzionamento della struttura, che tra l’altro richiede professionalità trasversali reperibili con oggettive difficoltà”.

Il sindacato sottolinea anche il passaggio nel quale il sindaco legava la Comunità Montana Vallo di Diano, Ente capofila per le Area Interna del Vallo di Diano, con il progetto presentato dagli organi dell’Asl al Ministero della Salute e dell’Economia relativo alla Strategia delle stesse Aree ma che riguarda il finanziamento di progetti relativi all’ospedale di S.Arsenio, “che nulla hanno a che vedere con gli organi appena citati, tanto che sarà l’ASL, stessa assegnataria e gestore dei Fondi. La stessa sta provvedendo ad individuare un insieme di professionisti che seguiranno il progetti e la corretta esecuzione degli stessi, senza ingerenze da parte di altri organi, come dovrebbe sempre essere in sanità”.

E poi una nuova stoccata anche all’Asl, questo in riferimento pure alla struttura di San Vito: “In 2 anni come lo stesso Sindaco afferma, non abbiamo ancora compreso, quale sia il disegno di rilancio del nosocomio di Sant’Arsenio proposto dalla sua amministrazione all’ASL in quanto non solo non si sono mai confrontati o hanno chiesto di confrontarsi con persone o organizzazioni che conoscono i problemi dell’ASL/SA  e delle Strutture Sanitarie del Vallo di Diano ma  non sono stati neanche capaci di decidere le sorti della Struttura sita in Località San Vito, di proprietà comunale, concessa in comodato d’uso per trent’anni all’ex ASL SA/3 nel lontano 1996 dalla trascorsa Amministrazione Pica. Giova, segnalare ai cittadini che la struttura in questione in alcune parti si trova in totale stato di fatiscenza e di abbandono, tanto da comprometterne la tenuta strutturale, quando viceversa contrattualmente vi era l’obbligo a carico del conduttore, L’ASL/SA, di migliorarla, utilizzarla e riqualificarla”.

Il lungo comunicato termina con il progetto portato avanti dalla Cgil in passato con altre sigle sindacali e in seguito con il Comitato Curo: “Facciamo riferimento in particolare ai documento consegnato, subito dopo l’insediamento della Giunta del Presidente De Luca, in Quinta Commissione Sanità della Regione Campania e successivamente recepito sia nell’’adozione del Piano Sanitario Regionale che dell’Atto Aziendale dell’Asl Salerno, relativi alla riconversione dell’ex P.O di Sant’Arsenio in Ospedale di Comunità, in una Unità Complessa di Cure Primarie collegata con i reparti del P.O. di Polla, in attività deospedalizzate e per attività di riabilitazione post-acuzie al fine  di realizzare i vero obiettivo dell’integrazione Ospedale-Territorio. Nello specifico ci riferiamo agli anni 2015/2016  quando L’Amministrazione Pica non era neanche nata e   Pica ricopriva altri incarichi. Negli anni successivi il nostro impegno, in collaborazione con il Comitato CURO, è continuato e continua con buoni risultati sia per quanto riguarda l’ospedale di Polla (punto nascita, apparecchiature,  attivazione  del DH  Psichiatrico nei locali  attigui al Pronto Soccorso di Polla,Personale Medico ecc..) sia per la Struttura di Sant’Arsenio (trasferimento Anatomia Patologica, potenziamento personale Infermieristico Hospice, Attivazione Struttura Polidipendenze ecc..) Questo comunicato non vuole avere nessuna  natura polemica o autocelebrativa ma è un chiarimento doveroso che vogliamo trasmettere ai cittadini valdianesi  al fine di testimionare che questa O.S., insieme altre Organizzazioni, Comitati o Associazioni ecc.., in  questi anni ha profuso impegno, idee e proposte avente come unico obiettivo il potenziamento e la valorizzazione delle Strutture Sanitarie del Vallo di Diano”.

Una risposta

  1. Cgil ha detto:

    I locali dove era ubicato il servizio di anatomia patologica …non erano sicuri per i lavoratori.ma avete provato a fare un sopralluogo nei locali di Sant’Arsenio ,per rendervi conto della scarsa se non assente sicurezza , nonché del disagio che il cittadino vive giorno per giorno per recarsi ,in cerca di una diagnosi,in una struttura a vocazione territoriale,dove è stato allocato ,delocalizzandolo, un servizio prettamente ospedaliero,per una questione di spazi non opportunamente utilizzati nel nosocomio pollese

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