I Comuni non pagano le quote 2018 al Consorzio Sociale Vallo di Diano, Tanagro e Alburni: “buco” di 400mila euro

Le casse del Consorzio Sociale Vallo di Diano, Tanagro e Alburni (ex Piano di Zona S10) sono praticamente vuote: soltanto 4 dei 19 Comuni Soci hanno fino ad ora ottemperato al pagamento delle quote del fondo per l’annualità 2018, ai sensi dello Statuto del Consorzio.

Tanto da costringere, nei giorni scorsi, il Direttore Antonio Domenico Florio ad inviare una seconda lettera di sollecito agli stessi Comuni: “Con la presente – scrive Florio- siamo a chiedere di procedere con il versamento delle quote relative al 2018, come di seguito riportato”. Segue infatti l’elenco dei Comuni Soci del Consorzio, con le rispettive quote da pagare. Praticamente vuote le caselle relative alle quote versate, con l’eccezione di 4 Comuni virtuosi: Auletta, Caggiano, Sanza e Polla. I primi tre comuni hanno versato per intero la quota relativa all’annualità 2018 (rispettivamente 16mila 128 euro Auletta, 18mila 914 euro Caggiano e 17mila 934 euro Sanza), mentre Polla ne ha versato una buona parte (28mila 795 euro su 36mila 974). Mancano totalmente all’appello Atena Lucana, Buonabitacolo, Casalbuono, Monte San Giacomo, Montesano sulla Marcellana, Padula, Pertosa, Petina, Sala Consilina, Salvitelle, San Pietro al Tanagro, San Rufo, Sant’Arsenio, Sassano e Teggiano. Un totale di 81mila 771 euro pagate rispetto alle 466mila 228 dovute, più altre 20mila euro circa relative alla quota “Articolo 9” e alla quota “Associativa” che pure mancano all’appello. Con il conseguente buco nero che rischia di mandare in tilt il Consorzio, nato sulle ceneri del Piano Sociale di Zona S10, e la cui “mission” è l’erogazione di servizi sociali ai cittadini, in particolare rivolti alle fasce più deboli della popolazione. L’auspicio, per il bene dei lavoratori impegnati e soprattutto dei cittadini ai quali sono erogati i servizi, è che i 15 Comuni che mancano all’appello versino il dovuto in tempi brevi: lo statuto del Consorzio prevede come “dead line” l’esercizio annuale dei Comuni, ed Auletta, Caggiano, Sanza e Polla dimostrano che si può fare. Ma il campanello d’allarme lanciato dal direttore Florio è quanto mai opportuno: sembra persistere infatti una sorta di “allergia” da parte dei Comuni del Vallo di Diano nei riguardi dei Consorzi: prima ne diventano Soci o ne utilizzano i servizi, e poi non pagano le quote. Come accaduto –anche se con motivazioni diverse- al Consorzio Centro Sportivo Meridionale – Bacino Sa 3. Se lo stesso atteggiamento si ripetesse anche con il Consorzio Sociale, sarebbe particolarmente grave.

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