Bombe sull’ospedale italiano a Tripoli. Il coraggio del maresciallo di Auletta in missione come fisioterapista in Libia

Marilisa Vignuoli è un maresciallo dell’esercito italiano.  È di Auletta. In questo momento è in missione a Tripoli, in Libia dove la situazione si è fatta incandescente.

Ieri mattina attorno alle quattro, infatti per la prima volta dall’inizio della guerra lanciata da Haftar lo scorso 4 aprile, è stato preso di mira l’aeroporto di Misurata, dove dal settembre 2016 si trova anche l’ospedale militare italiano da campo con un contingente di circa 250 persone tra soldati addetti alla sicurezza oltre a medici militari, logisti e infermieri. Sarebbero 4 i medici morti e 8 i feriti.

Vignuoli lavora come fisioterapista militare e istruisce anche le risorse locali. La maresciallo di Auletta è stata anche immortalata in una foto pubblicata sul Corriere della sera mentre illustra alcuni macchinari.

E si trovava nell’ospedale quando c’è stato l’attacco. Nessun panico e come tutti coloro che lavorano nell’ospedale ha messo in atto le azioni del caso. Vignuoli da tempo partecipa a queste missioni per sostenere la popolazione e lavorare nell’ospedale che era nato inizialmente per curare i feriti delle milizie di Misurata, che specie tra la primavera-estate 2016 combatterono contro l’Isis arroccato a Sirte, l’ospedale italiano divenne poi sempre meno un luogo di cura per soldati e si è trasformato via via in una sorta di day-hospital di sostegno per le strutture mediche civili della regione. I medici militari italiani hanno tenuto corsi per i colleghi dell’ospedale municipale di Misurata e si dedicarono a visite specialistiche per i pazienti civili.

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