Rifiuti, Punto Nascita e Rete Oncologica: l’estate bollente del Vallo di Diano che ormai ha perso la speranza

“Un passo avanti e tre indietro”. È lo slogan, ripetuto a Padula dagli stessi amministratori valdianesi riuniti in Conferenza dei Sindaci, più adatto per descrivere le conseguenze dell’atteggiamento schizofrenico della politica che conta e decide, nei confronti di un Vallo di Diano marginalizzato come e più di sempre, al quale questa estate bollente ha regalato almeno altri tre gravi fronti di crisi.

Il più recente scaturisce dall’ordinanza firmata dal presidente della Provincia Strianese, con le duemila tonnellate di rifiuti bio-stabilizzati pronti per essere trasferiti da Battipaglia a Polla. Una decisione che sconcerta, perché va a intaccare gravemente l’immagine di un territorio che con grande fatica, ha cercato negli ultimi anni di costruire una idea di sviluppo legata alla qualità ambientale e naturalistica. Con scarsi risultati concreti: perché va detto che l’estate 2019 rischia di essere ricordata come una delle più difficili dal punto di vista sociale ed economico per il Vallo di Diano. I morsi della crisi sono più forti che mai, aziende storiche sono allo stremo e le attività commerciali languiscono. Poche le eccezioni per una economia ferma e stagnante che vede in gravi difficoltà anche i lavoratori dipendenti, sempre più sfruttati e mal pagati, e le cooperative, alcune delle quali sul punto di esplodere. In tutto questo non vanno dimenticati i problemi della sanità, settore nel quale si vanno ad inserire altri due evidenti “sgarbi” fatti ai cittadini del Vallo di Diano: in primis il vergognoso teatrino della politica –nessuno escluso- che si rimpalla le responsabilità per aver prodotto fino ad ora soltanto chiacchiere nella vicenda del Punto Nascita dell’Ospedale di Polla, la cui chiusura non è stata affatto scongiurata come era stato promesso. E poi la Rete Oncologica Campana che, ovviamente, ha tagliato fuori il Luigi Curto. Tre ulteriori fronti di crisi in questa estate bollente che vanno ad aggiungersi agli altri tagli di servizi subiti negli ultimi anni dal territorio valdianese, e che nell’insieme contribuiranno a danneggiare ulteriormente la qualità della vita dei cittadini del Vallo di Diano.

Sullo sfondo il passo avanti e lo sviluppo promesso dalla strategia delle aree interne, nella realtà i passi indietro che puntualmente nel concreto vengono regalati dalla politica che conta e decide, e subiti dagli amministratori del Vallo di Diano. Che si riuniscono a Padula, si agitano e protestano, firmano documenti e promettono battaglia: scene già viste. Mentre purtroppo tutto scivola addosso ormai ai cittadini valdianesi, impegnati con le unghie e con i denti a sopravvivere e arrivare alla fine del mese, e contagiati in buona parte dall’ondata nazionale di egoismo ed odio. Il danno più grave fatto dalla politica al Vallo di Diano in questi ultimi anni sembra proprio essere la perdita di ogni speranza.

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