Ecco il nuovo singolo degli Ivas: la band valdianese canta Overflow

Nuovo singolo per il gruppo musicale Ivas, il progetto musicale nato nel 2011 nel Vallo di Diano. Si tratta di Overflow. Dopo un periodo dedicato alla composizione, il gruppo inizia l’attività live, la quale si protrae per diversi anni. Il sound della band evoca stati d’animo contrapposti alle frenetiche illusioni del mondo post-moderno ed è caratterizzato da influenze psichedeliche tipiche del rock anni ’60 e ’70.Quattro sono i brani inseriti nell’omonimo EP d’esordio (IVAS) uscito il 3 marzo 2018 per Fuffa Recordz sulle principali piattaforme digitali. Il 23 marzo 2019 pubblicano il singolo “Penny”. E il 30 agosto è uscito il nuovo singolo “Overflow”. La band è composta dalla voce di Fabiana Mariniello, dalla chitarra di Davide Marra, da Stefano Cavuoti sempre alla chitarra, da Alessandro Caggiano alla tastiera, da Luigi D’Auria, al sassofano, dal basso di Vincenzo Pecoraro e da Gianmario Sabini alla batteria.

“Overflow è un brano – dicono dalla band – che nasce dal sentimento di chi come noi è profondamente legato al posto in cui è cresciuto, ma per le ragioni più varie si ritrova a dover andare via ad un certo punto. È un tema che tocca da vicino noi ragazzi, che per studio o lavoro spesso ci allontaniamo da casa, e nel momento in cui ci sentiamo distanti, e ci troviamo a dover affrontare una realtà assai diversa da quella a cui per vent’anni siamo stati abituati, capiamo più che mai di essere stati fortunati. Crescere praticamente nel cuore di una valle, come nel nostro caso, circondati dall’abbraccio delle montagne tutte intorno, coltivando fin da bambini l’amore per la natura, per il silenzio, per un clima raccolto e intimo in cui vivere e stringere legami, è una cosa di cui sentirsi profondamente grati, e che inevitabilmente lascia un segno. Overflow riflette il punto di vista di chi si sente orgoglioso della terra in cui è nato; di chi, per quanto possa allontanarsene, la porta con sè ovunque vada, col fermo proposito di tornarvi, proprio perché non ci si sente mai veramente lontani da casa. Ci tenevamo a scrivere un pezzo che fosse una dedica, piccola ma doverosa, a casa nostra, da ascoltare quando ci manca, sì da poterla rievocare e poterne sentire il profumo”.

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