Tribunale, retroscena shock: il Ministero lo chiuse e poi mandò lo psicologo per “calmare” i cittadini valdianesi

Il Ministero della Giustizia prima chiuse il Tribunale di Sala Consilina, e poi inviò uno psicologo -o meglio un “mediatore sociale”– per placare gli animi dei cittadini del Vallo di Diano, che ovviamente non avevano preso bene la cosa. Insomma una comunità messa in psicoanalisi: ci sarebbe quasi da ridere, se non fosse che non si tratta di una barzelletta, ma di un retroscena inedito collegato ad uno degli eventi che hanno segnato più in negativo la storia del territorio valdianese.

Un retroscena fino ad ora rimasto praticamente segreto, conosciuto da pochi, ma che è venuto fuori a Montesano sulla Marcellana, ai margini della cerimonia che ha visto il conferimento della cittadinanza onoraria al dottor Matteo Claudio Zarrella, già Presidente del Tribunale di Lagonegro. Il prestigioso riconoscimento, proposto del consigliere comunale Renivaldo Lagreca, è stato conferito all’unanimità nei giorni scorsi dal Consiglio Comunale, riunito in seduta straordinaria, convocata dal sindaco Giuseppe Rinaldi nello storico Palazzo Gerbasio.  Il dottor Zarrella è molto conosciuto anche nel Vallo di Diano, ed a lui è toccato il non facile compito di gestire l’accorpamento del tribunale di Sala Consilina a quello lucano. Al termine della cerimonia non ha deluso la Lectio Magistralis del “nuovo” concittadino montesanese, che ha illustrato tra l’altro alcuni aspetti legati proprio alla vicenda della soppressione tribunale di Sala Consilina, avvenuta nel mese di settembre del 2013, con particolare riferimento ad alcuni avvenimenti poco noti o addirittura inediti. Tra questi non può lasciare indifferenti la solerzia con la quale il Ministero della Giustizia pare si sia prodigato per inviare nel Vallo di Diano uno psicologo, proveniente addirittura da Torino e pagato circa 25mila euro. Il retroscena, confermato da diverse autorevoli fonti presenti a Montesano, lascia alquanto sbigottiti. Il mediatore culturale sarebbe stato incaricato di monitorare i comportamenti della comunità valdianese (cittadini, politici e amministratori), ed eventualmente di predisporre insieme alle autorità competenti azioni utili a placare gli animi, all’epoca comprensibilmente “accesi” per il furto che si stava perpetrando a tutto il territorio. L’invio dello psicologo da parte del Ministero di Giustizia non fu però apprezzato dal presidente del Tribunale di Lagonegro dell’epoca, che era proprio Matteo Claudio Zarrella: come lui stesso ha raccontato a Montesano, si adoperò infatti per far fare al mediatore sociale torinese un veloce ritorno a casa. E bene fece: è facile immaginare cosa sarebbe potuto accadere se i cittadini valdianesi ne fossero venuti a conoscenza. Oltre al danno della chiusura del Tribunale, anche la beffa di essere messi in psicoanalisi.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *