Violenza contro le donne. Flash mob e marcia di sensibilizzazione all’Unisa

All‘Università degli studi di Salerno, le associazioni: Asm, Giuristudenti, Omnibus, Horizon e Asd, hanno promosso una marcia di sensibilizzazione con un flash mob sul tema della violenza di genere. Si è parlato sopratutto del codice rosso e delle nuove norme antiviolenza su donne e bambini.

“La violenza di genere va combattuta prima di tutto culturalmente ed è stata molto importante questa manifestazione – ha dichiarato il presidente De Rosa -. È stato con noi anche il giovane deputato Luigi Iovino, attento a queste problematiche e soprattutto vicino agli studenti del nostro ateneo”.

Toccanti le diverse testimonianze di tante ragazze che si sono prodigate nella stesura di discorsi in materia, o che hanno interpretato testi ben noti in merito alla lotta contro la violenza di genere. “L’iniziativa mira, oltre che alla solidarietà nei confronti di tutte le donne vittime di violenza, a far capire alle tante donne, a tutte noi donne, che saremo considerate sesso debole fin quando non ci alzeremo, prendendo in mano il comando delle nostre vite e denunciando ogni tipo di abuso, prima che sia troppo tardi – ha sottolineato Carmen Di Pierri, dell’associazione Giuristudenti e studentessa di Giurisprudenza presso l’Ateneo salernitano -.È stata un’iniziativa che ha visto il coinvolgimento di tantissimi ragazzi dell’Ateneo, il tema ha colpito un po’ tutti e la marcia di solidarietà contro la violenza di genere è stata ricca di emozioni. Di Pierri ha concluso rivolgendo una domanda a coloro che esercitano violenza sulle donne: “E tu uomo, ti senti forte, ti senti duro nel mettere le mani sul volto della donna che ti ha messo al mondo?”

Luigi Iovino ha voluto rimarcare il fatto che “Non servono solo reazioni efficaci e rapide. Bisogna proprio agire prima e andare letteralmente a cercare le persone più deboli che hanno bisogno di essere protette. Noi a queste persone diciamo lo ‘Stato è al vostro fianco’. Lo Stato non aspetta che ci sia un atto di coraggio da parte della vittima. Ogni persona ha bisogno dello Stato al suo fianco. La battaglia per le donne è anche una battaglia degli uomini. Per questo, con la Legge Codice Rosso, c’è una corsia preferenziale che attiva immediatamente le indagini da parte del magistrato appena la vittima decide di denunciare. Può sembrare una cosa scontata, ma prima non era così e spesso la pratica si perdeva in un mare di scartoffie, con il rischio che la vittima diventasse un caso di cronaca nera.”

 

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