Centro Sportivo Meridionale di San Rufo, i sindaci dei Comuni Soci nella riunione- fiume decidono… di non decidere

Diventa sempre più difficile anche per i più volenterosi –e non tutti lo sono- trovare una soluzione alla crisi del Consorzio Centro Sportivo Meridionale. È questa la sensazione dopo aver assistito all’incontro-fiume, durato diverse ore, svoltosi ieri a San Rufo e che ha visto protagonisti diversi primi cittadini dei Comuni Soci Fondatori del Consorzio, convocati dal presidente dell’Assemblea Rocco Giuliano con l’intento di assumere una posizione comune capace di indicare una prospettiva diversa dalla liquidazione.

Partiamo dal dato positivo: l’incontro si è svolto alla presenza dei giornalisti e della stampa, quindi in modo trasparente, ed ognuno dei partecipanti a modo suo ha manifestato l’intenzione di non abbandonare al suo destino un patrimonio che –per di più- appartiene a tutti. Da questo punto di vista l’appello più accorato è stato quello di Rocco Giuliano: ma man mano che la discussione proseguiva la buona volontà del sindaco di Polla ha dovuto fare i conti con i singoli interventi, che hanno evidenziato ancora una volta le posizioni diverse in campo, e la difficoltà di raggiungere un accordo.

Posizioni diverse ad esempio tra i soli tre comuni (Caggiano, San Pietro al Tanagro e Polla) che sono in regola con i pagamenti, rispetto a quelli presenti all’incontro (San Rufo, Monte San Giacomo, Corleto Monforte, Atena Lucana, Auletta e l’ente Comunità Montana Vallo di Diano) che invece non lo sono. Ma anche tra i Comuni cosiddetti “morosi” le posizioni sono diverse, con contenziosi in corso e sentenze varie, emesse o ancora da emettere dai giudici. Anche l’entità dei debiti è diversa. C’è poi un aspetto “politico” da non dimenticare, e anche da questo punto di vista non è facile trovare un compromesso.

In realtà i Sindaci presenti hanno dato l’impressione di essere tra l’incudine e il martello: non vogliono essere ricordati come “quelli che hanno chiuso” il Centro Sportivo Meridionale di San Rufo a causa della loro morosità, perché significherebbe essere esposti come minimo al pubblico ludibrio. Ma in caso (molto ipotetico) di rinuncia ai contenziosi e della ricerca di un accordo con il Consorzio per saldare i propri debiti pregressi, dovrebbero anche rispondere delle loro decisioni nei propri consigli comunali e giustificare le spese. E in alcuni casi le minoranze li attendono agguerriti al varco.

Ci sono poi altri 4 Comuni “morosi” che non hanno preso parte alla riunione: si tratta di Padula, Sassano, Buonabitacolo e Petina. Non sappiamo quindi quali siano le loro posizioni, ma soprattutto da parte di Padula sembrerebbe non ci sia alcuna intenzione di intavolare discussioni o scendere a compromessi prima delle sentenze dei giudici.

Come se ne esce? I sindaci riuniti ieri a San Rufo hanno deciso di non decidere, demandando tutto ad ulteriori tavoli che dovrebbero mettere insieme gli aspetti tecnici e quelli politici. Tavoli incaricati insomma di indagare a fondo i bilanci del Consorzio ma anche di Metasport, e di individuare adeguate garanzie valide per tutti (a partire dai comuni soci, morosi e non morosi). Se si riesce a trovare una soluzione al passato, mettendo un punto –sostiene qualcuno- forse si possono coinvolgere anche altri comuni per un percorso condiviso. In fondo il Consorzio Centro Sportivo Meridionale attraverso lo sport eroga un importante servizio sociale, rivolto ai cittadini di tutti i comuni dell’area, e non solo a quelli Soci fondatori. Ma tutto è al momento molto vago: e la missione di coinvolgere altri comuni o anche privati a prendere parte ad una impresa in perdita pare abbastanza impossibile.

Intanto da quanto si è capito nessuno dei comuni “morosi” avrebbe intenzione nel mese di dicembre di effettuare versamenti al Consorzio. Quindi l’unica soluzione possibile per mantenere aperte le attività in corso presso il Centro Sportivo Meridionale (a partire dal nuoto) dal 1° gennaio 2020, ed almeno fino al mese di giugno, è che sia Metasport ad accollarsi le spese delle utenze (gas, elettricità etc.). La stessa Metasport ha confermato la propria volontà in questa direzione. Ma si tratta ovviamente di un tappo messo al centro di una diga che sta facendo acqua da tutte le parti, e che prima o poi –se ognuno tirerà dritto per la sua strada- finirà per crollare disastrosamente.

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