Bimba di due anni allontanata dalla famiglia a Padula. Presentata una nuova richiesta di affido da parte dei nonni

Continua la battaglia di Vincenzina per poter riabbracciare la figlia di due anni che – per decisione del Tribunale – è stata allontanata e ospitata ora da una famiglia affidataria. Si tratta della vicenda che ha scosso la comunità di Padula nei mesi scorsi. Questa mattina si è tenuta una nuova udienza a Potenza dove il legale di Vincenzina, l’avvocato Renivaldo Lagreca, ha presentato le richieste della famiglia. Innanzitutto la possibilità di poter vedere più volte la madre, poi di affidarla ai nonni paterni (il padre vive ora in un’altra abitazione) e percorso di riallacciamento del rapporto con il papà. Ma ripercorriamo la vicenda: la bimba ha trascorso i primi nove mesi della sua vita nella casa con la mamma e il padre, poi dieci in una comunità di suore a Potenza, in compagnia della madre, e da alcune settimane in una famiglia affidataria con la possibilità di vedere la mamma una volta al mese e senza alcuna disposizione sulle telefonate. Per questa serie di motivi è sceso in campo l’avvocato Renivaldo Lagreca che tutela innanzitutto i nonni della piccola – genitori del papà – e poi la mamma. Per capire come si è arrivati a questo punto, al punto che la mamma non vede la figlia da circa un mese, occorre ripartire da qualche anno prima. Giuseppe Puppolo è un uomo di Padula, ha qualche problema con la Giustizia e deve fare i conti con un alcune problematiche psichiatriche che – sostiene l’avvocato – si tengono a bada con le cure medicinali che segue. Vincenzina è una calabrese di circa 40 anni.Hanno una figlia, vivono a Padula, sono seguiti dai servizi sociali, e per i primi nove mesi dopo la nascita della bambina riescono ad andare avanti. Poi il padre viene arrestato per spaccio. La mamma e la bambina vengono portate in una struttura a Potenza. Stando al Tribunale per i minori lucano “la madre durante la permanenza in comunità si dimostra inadeguata, prima di autorevolezza e appare anaffettiva e inoltre ha ripreso i rapporti con il compagno, soggetto multi problematico, anche se risultato attualmente in compenso psichico e rispetto al quale è stato emesso un provvedimento di sospensione della responsabilità genitoriale”. Ed in è questa fase che subentra – siamo alla fine di luglio – le figure dell’avvocato Lagreca e dei genitori di Giuseppe Puppolo che fanno istanza di affidamento. Presentata nuovamente ieri mattina dal legale con possibilità di visite da parte della famiglia affidataria. “Nella fase di permanenza nella casa-famiglia ‘La Stella del Mattino’ hanno avuto sempre costanza di incontro con la bambina, conservandone rapporto affettivo e personale. Così come con la madre della piccola”, si legge nel primo documento presentato dal legale. Il figlio viene “mandato” in un’altra abitazione a quattro chilometri di distanza e viene predisposta una camera per la mamma della piccola. Tuttavia la richiesta dei nonni – operatore ecologico e casalinga – viene respinta. Ora con documentazioni ancor più approfondita e con il parere dei servizi sociale di zona le nuove richieste da parte del legale.

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