Escape Room: al Cicerone la matematica diventa un gioco investigativo

Negli ultimi anni le Escape Room sono diventate una proposta alternativa di svago in molte città, sono una buona pretesa per trascorrere del tempo con gli amici in modo divertente, addirittura in alcuni dipartimenti di risorse umane le Escape Room vengono utilizzate per la selezione dei candidati.

Una Escape Room è un gioco che soddisfa bisogni profondi, gratifica e spinge a reiterare delle azioni, a sbagliare e giocare ancora e ciò facendo ci consente di imparare, esso ha uno stretto rapporto con l’apprendimento, infatti Albert Einstein sosteneva che il gioco fosse la forma di indagine più elevata.

“Escape Room” in inglese vuol dire “fuga dalla stanza”, è un gioco in cui i partecipanti, normalmente un gruppo ridotto da 3 a 6 persone, si introducono in una stanza allestita a tema e, per riuscire ad uscire, devono risolvere giochi di logica, rompicapi ed enigmi. Ogni indovinello lascia una traccia per quello successivo, vi è una sequenza lineare che porta alla chiave di accesso, il tutto in un limite di tempo. Il gruppo di giocatori ha un solo obiettivo: uscire dalla stanza!

L’idea, applicata alla didattica, è che i partecipanti creino e risolvano esercizi e rompicapi di matematica utilizzando le conoscenze che hanno acquisito durante la formazione. All’interno di una struttura narrativa loro familiare perché legata ad un libro letto, o ad un fatto storico studiato, o ad un esperimento di scienze eseguito… gli studenti trovano (svolgendo esercizi, risolvendo problemi, applicando competenze informatiche e sfruttando conoscenze) la via d’uscita loro richiesta in un processo di “gamification” dalle chiare ricadute educative.

Dimmelo e lo dimenticherò… Insegnamelo e forse lo ricorderò… Coinvolgimi e lo imparerò”

(Benjamin Franklin)

L’obiettivo del progetto è suscitare interesse e curiosità per la matematica attraverso il gioco e di migliorare il processo di insegnamento-apprendimento introducendo o recuperando concetti, proprietà e abilità in un modo più accattivante.

L’idea è nata da un docente di matematica dell’IIS Cicerone che a seguito di un corso di aggiornamento all’estero, dove la metodologia è già utilizzata, ha proposto, al Dipartimento scientifico-matematico dell’ITIS-CAT, l’applicazione della metodologia didattica. Il progetto è stato approvato e messo in pratica dai docenti: Merola Dina, Capozzoli Francesco, Vanacore Luigi, Carbonaro Mariateresa, Di Talia Luisa.

Prossimo passo sarà quello di estendere il progetto alla lingua inglese e aprirlo alle famiglie secondo gli obiettivi della legge 107 che apre le scuole al territorio e consente una comunicazione più incisiva con le famiglie all’interno del contesto scolastico anche in orario extracurricolare.

Fonte proff. ssa Chiara Prisco

 

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