I Ragazzi di San Rocco onorano la “Giornata della Memoria” con una storia d’amore iniziata a Sala Consilina che sconfisse l’odio nazi-fascista

E’ stata davvero meritoria l’iniziativa de “I ragazzi di San Rocco” di portare in scena “Showup” a cura della compagnia di danza “My dance Factory” per la Giornata della memoria. Lo spettacolo è stato preceduto da un dibattito a cura del giornalista Lorenzo Peluso con la testimonianza significativa di Anna Skall della regista Eirene Campagna e del giornalista Angelo Mastrandrea. Il motivo? Questa storia:

Da Vienna, passando per Bologna, per trascorrere un anno e mezzo di internamento a Campagna e infine per trovare l’amore a Sala Consilina, nel cuore del Vallo di Diano e battere l’odio razziale. Erano gli anni Trenta e pur se le ombre dell’odio sembravano già allungarsi sulla penisola italica, Heinz Skall, aveva il sogno di costruirsi un futuro migliore. Da Vienna aveva deciso di frequentare l’Università a Bologna. E allo stesso tempo sognava e progettava di costruirsi una famiglia. Quando furono promulgate le leggi razziali si trovava a Bologna, fu arrestato e trasferito a Campagna, nel centro di internamento. A causa di una malattia fu trasferito a Sala Consilina, sempre confinato, in una casa del centro storico. Qui abitava una stupenda ragazza di nome Rita. La professoressa Rita Cairone, di Salerno e insegnava tedesco. Fu amore a prima vista. Fu Amore con la “A” maiuscola. Ma l’amore per disegnarsi tale ha bisogno di battere alcuni nemici e, nel corso del tempo, possono essere di poco conto oppure ostici come forse impossibile da immaginare. Nel caso di Heinz e Rita fu forse il nemico peggio: l’Odio verso i deboli, verso le razze ritenute diverse, verso chi non la pensava come loro e ovviamente contro il popolo ebreo. Heinz lo era. E quell’amore andava interrotto, distrutto, annientato. E ci pensò una mano anonima che scrisse una lettera denunciando quell’amore clandestino tra un ebreo e una cattolica. Rita fu licenziata e rimandata a Salerno, Heinz chiese l’internamento a Bologna. Questo perché nel frattempo i suoi genitori erano stati deportati da Vienna e Praga e avevano perso la vita. Non aveva più nessuno e almeno a Bologna aveva qualche amico. La beffa fu che mentre il sud veniva liberato, Bologna era in mano ai nazisti. Heinz fuggì primo in Valle d’Aosta e poi in Francia, ma allo stesso tempo promise amore a Rita e Rita l’aspettò anche se tutti le dicevano che era oramai morto. Fino a un telegramma del 1945 quando Heinz le scrisse. “Sto tornando”.
Così l’odio che aveva pervaso l’Europa non aveva annientato il loro amore. Heinz corse dalla sua amata a Salerno e coronò i suoi sogni d’amore. Un amore così grande che sconfisse le ombre dell’Odio, e fece luce sui cuori. E dando anche ispirazione a uno spettacolo di danza per celebrare la vittoria del sentimento che ha avuto enorme successo nella giornata di lunedì grazie all’opera dei ragazzi di San Rocco. Il ricordo dell’Amore di Rita ed Heinz potrà servire per scacciare le ombre e dar luce al futuro. E ora quel messaggio d’amore viene portato in giro dalle figlie dei due, per non far perdere la memoria su cosa accadde allora e di come l’amore può e deve vincere.

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