L’Italia prima ad isolare il Coronavirus: un successo soprattutto campano

Il coronavirus è stato isolato e possiamo dire, senza peccare di presunzione, che si tratta di un successo quasi tutto campano. Nei giorni scorsi grande risalto è stato dato a livello nazionale,  internazionale e locale, al prestigio del direttore scientifico dello “Spallanzani” di Roma, il dottore Giuseppe Ippolito originario di Sant’Arsenio. Nella struttura ospedaliera, infatti,  sono stati ricoverati i due turisti cinesi affetti da Coronavirus. Il dottore Ippolito è un’eccellenza, già apprezzato in passato per l’ottima gestione da parte dell’ospedale da lui diretto dell’emergenza del virus Ebola. Ma non è finita qui, perché un altro salernitano ha fatto parlare di sé sempre nell’ambito dell’emergenza coronavirus. Il giovane Domenico Benvenuto di Montecorvino Rovella, studente, di 26 anni, dell’università Campus Biomedico di Roma che ha scoperto con il suo team di lavoro composto da nomi eccelsi della ricerca, la mutazione sulla proteina che ha portato il Coronavirus all’uomo. Domenico nel prossimo fine settimana rientrerà a Montecorvino dove lo attende l’intera comunità che insieme al sindaco Martino D’Onofrio gli consegnerà un encomio solenne. E ancora tre donne ricercatrici italiane hanno raggiunto un incredibile risultato  nella lotta al coronavirus: hanno isolato il virus consentendo ad altri ricercatori di poter lavorare per trovare una cura per questa temibile malattia. Sono tre ricercatrici dello Spallanzani, che il dottore Ippolito conosce bene. Stiamo parlando di Maria Rosaria Capobianchi, anche lei campana, precisamente di Procida, è la responsabile del laboratorio di Virologia ed insieme ad altre due donne del Sud: Concetta Castilletti, di Ragusa responsabile della Unità dei virus emergenti, specializzata in microbiologia e virologia e la giovane ricercatrice Francesca Colavita, 30 anni di Campobasso da 4 anni al lavoro nel laboratorio dopo diverse missioni in Sierra Leone per fronteggiare l’emergenza Ebola.

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