“Fare Rete” è solo uno slogan: ipocrisia e invidie bloccano il Vallo di Diano. Enzo Sorbo: “Territorio? Non esiste”

Si fa presto a dire “facciamo rete”: tra il dire e il fare purtroppo c’è di mezzo non il mare ma oceani di inutili gelosie, piccole invidie, a volte vere e proprie azioni di disturbo. Di certo grandi ipocrisie: e così lo slogan “Uniti per lo sviluppo del Vallo di Diano” in molti casi resta appunto uno slogan, mentre nella pratica quotidiana, ognuno nel proprio settore, ci si ingegna spesso non per migliorare le proprie attività ma per affossare quelle degli altri. Perché per tanti, troppi di noi vale una legge non scritta: “se non voglio impegnarmi o non arrivo ai risultati che vorrei, nemmeno tu devi farlo”.

“Fare Rete” è solo uno slogan: ipocrisia e invidie bloccano il Vallo di Diano. Enzo Sorbo: “Territorio? Non esiste”

“FARE RETE” È SOLO UNO SLOGAN: IPOCRISIA E INVIDIE BLOCCANO IL VALLO DI DIANO. ENZO SORBO: “TERRITORIO? NON ESISTE”Si fa presto a dire “facciamo rete”: tra il dire e il fare purtroppo c’è di mezzo non il mare ma oceani di inutili gelosie, piccole invidie, a volte vere e proprie azioni di disturbo. Di certo grandi ipocrisie: e così lo slogan “Uniti per lo sviluppo del Vallo di Diano” in molti casi resta appunto uno slogan, mentre nella pratica quotidiana, ognuno nel proprio settore, ci si ingegna spesso non per migliorare le proprie attività ma per affossare quelle degli altri. Perché per tanti, troppi di noi vale una legge non scritta: “se non voglio impegnarmi o non arrivo ai risultati che vorrei, nemmeno tu devi farlo”. Accade ogni giorno nel Vallo di Diano, ed è forse il limite più evidente alla mancata crescita del nostro territorio. In tutti i settori: la politica, certo, che vede l’un contro l’altro armati per difendere i sempre più ridicoli propri orticelli. Ma diciamolo chiaro: la politica non è altro che l’espressione pubblica di un comune sentire, ed i limiti dei nostri politici sono i nostri stessi limiti. E così in tutti i settori, tranne rare eccezioni, siamo abituati a lavorare “contro” più che a sforzarci “per”. Perché è più semplice, perché mettere i bastoni tra le ruote è più facile che produrre idee e risultati positivi. Accade ovunque, nel mondo della scuola e del pubblico impiego, ed ovviamente nel settore privato. Ovunque, ma forse nel Vallo di Diano più che altrove. Perché altri territori, pur ovviamente nell’ambito della giusta competitività, hanno invece imparato da tempo a fare fronte comune per ottenere risultati utili a tutti. Il famoso “bene comune”, che qui da noi resta purtroppo utopia. E allora cerchiamo almeno di svelare un po' di questa ipocrisia, che è la zavorra più pesante. Un esempio concreto di questi atteggiamenti “negativi” per il nostro territorio ci arriva dalle parole di Enzo Sorbo: una denuncia, la sua, di come certi comportamenti denotino nella “pratica” quotidiana conseguenze negative che non portano da nessuna parte. Parole, quelle di Enzo, che vogliono e devono far riflettere. Dov’è nella pratica la “rete”, dov’è la sinergia, dov’è la solidarietà vera nel Vallo di Diano? Come si può continuare a parlare di crescita e di sviluppo se manca proprio l’ABC?

Pubblicato da Italia Due su Venerdì 21 febbraio 2020

Accade ogni giorno nel Vallo di Diano, ed è forse il limite più evidente alla mancata crescita del nostro territorio. In tutti i settori: la politica, certo, che vede l’un contro l’altro armati per difendere i sempre più ridicoli propri orticelli. Ma diciamolo chiaro: la politica non è altro che l’espressione pubblica di un comune sentire, ed i limiti dei nostri politici sono i nostri stessi limiti. E così in tutti i settori, tranne rare eccezioni, siamo abituati a lavorare “contro” più che a sforzarci “per”. Perché è più semplice, perché mettere i bastoni tra le ruote è più facile che produrre idee e risultati positivi. Accade ovunque, nel mondo della scuola e del pubblico impiego, ed ovviamente nel settore privato. Ovunque, ma forse nel Vallo di Diano più che altrove. Perché altri territori, pur ovviamente nell’ambito della giusta competitività, hanno invece imparato da tempo a fare fronte comune per ottenere risultati utili a tutti. Il famoso “bene comune”, che qui da noi resta purtroppo utopia. E allora cerchiamo almeno di svelare un po’ di questa ipocrisia, che è la zavorra più pesante.

Un esempio concreto di questi atteggiamenti “negativi” per il nostro territorio ci arriva dalle parole di Enzo Sorbo: una denuncia, la sua, di come certi comportamenti denotino nella “pratica” quotidiana conseguenze negative che non portano da nessuna parte. Parole, quelle di Enzo, che vogliono e devono far riflettere. Dov’è nella pratica la “rete”, dov’è la sinergia, dov’è la solidarietà vera nel Vallo di Diano? Come si può continuare a parlare di crescita e di sviluppo se manca proprio l’ABC?

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