Jacob nel cortometraggio “Paese mio”. La storia di quanti sono partiti con la valigia di cartone

Parole ed immagini che ci immergono in un non lontano passato che vedeva stuoli di migranti italiani varcare l’oceano alla ricerca di una vita migliore. La storia di quanti partivano con la valigia di cartone carichi di speranze e pieni di malinconia nel lasciare affetti e luoghi alla volta di un futuro migliore è racchiusa nel  cortometraggio “Paese mio”, lavoro scritto e diretto da Gianni D’Arienzo. Un corto che racconta il flusso migratorio verso i paesi extra-europei negli anni 50-60. “Paese mio” girato a Monte San Giacomo vede protagonista il giovane Jacob interpretato da Giovanni D’Amato di Sassano, il quale è giunto dagli Stati Uniti D’America nel piccolo paesino di Monte San Giacomo per esaudire  l’ultimo desiderio di suo nonno ormai troppo anziano e malato per poter far ritorno nella sua tanto amata Italia un’ultima volta. E così Jacob con i suoi occhi pieni di stupore e con il suo accento “americano” si ritrova nel piccolo borgo di Monte San Giacomo, per ripercorre quei luoghi di cui aveva tanto sentito parlare nei racconti di suo nonno.  Jacob si incammina tra i vicoli del borgo valdianese, respirando quell’aria pura e serena che sa di casa, il posto del cuore ed indimenticato dei suoi avi. È una storia a lieto fine quella raccontata nel corto  “Paese mio”, che mostra però l’amarezza di fondo di quelle generazioni che non hanno potuto godersi la vecchiaia nella loro terra d’origine. Un lavoro che fa riflettere, che ripercorre seppur in modo semplice e leggero, una pagina di storia importante per il Sud Italia ed in particolare per la gente dei paesi dell’entroterra della provincia di Salerno. “Paese mio” è l’invito a non dimenticare le origini, i sacrifici e le rinunce di quanti hanno lasciato e lasciano ancora oggi la propria terra in cerca di un futuro migliore.

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