15 giorni in coma, poi un valdianese di 41 anni batte il Coronavirus. Il racconto shock di Michele: “Ero sanissimo”

“STATE A CASA, perché ci sono tanti portatori senza sintomi del Coronavirus. Io ero sanissimo, non ho avuto comportamenti a rischio, eppure mi sono ritrovato intubato e con la vita appesa a un filo: avevo una polmonite bilaterale. Ancora oggi nessuno ha capito come io abbia potuto prendere il Covid-19”.

15 giorni in coma, poi un valdianese di 41 anni batte il Coronavirus. Il racconto shock di Michele: “Ero sanissimo”

15 GIORNI IN COMA, POI UN VALDIANESE DI 41 ANNI BATTE IL CORONAVIRUS. IL RACCONTO SHOCK DI MICHELE: “ERO SANISSIMO”

Pubblicato da Italia Due su Venerdì 20 marzo 2020

Prima di avviare una proceduta salvavita di incerta riuscita, gli hanno consigliato di fare una telefonata ai familiari, per salutarli. È un racconto che mette i brividi, da parte di chi ha incontrato molto da vicino la morte ed ha fatto ritorno.  È il racconto di Michele Vitiello, originario di Casalbuono, 41 anni, consulente informatico della Procura di Brescia. Che da oggi sul suo curriculum di vita può vantare l’attestato più importante: quello di sopravvissuto al Coronavirus.

Dopo 5 giorni di febbre alta, Michele è riuscito finalmente a farsi ricoverare, ma le sue condizioni a quel punto erano disperate. Poi l’equipe di medici dell’Ospedale Poliambulanza di Brescia ha fatto di tutto per tenerlo in vita. Riuscendo nel miracolo. Ora Michele si rivolge ai salernitani e in particolare ai valdianesi: “State a casa, perché il Coronavirus è mortale. E molto, molto subdolo”

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