“Così ho evitato il contagio da un paziente positivo inconsapevole”. La storia dell’odontoiatra di Polla, Vincenzo Curcio

Il mostro invisibile potrebbe averci sfiorato, potrebbe essere stato questione di un attimo, quell’attimo che separa dal contagio o dal restare sani. E potremo non saperlo mai. Oppure c’è chi ha temuto per la sua incolumità e quella dei suoi cari ma alla fine, grazie a protezioni importanti, è riuscito a evitarlo. Si tratta di Vincenzo Curcio, odontoiatra di Polla con uno studio a Vietri di Potenza, in provincia di Potenza. Dopo aver lavorato su un paziente, tra l’altro per un intervento in urgenza e non rinviabile, il personale è venuto a conoscenza,  che il paziente dopo la visita ha effettuato il test per il Coronavirus e il suo tampone è risultato positivo. Il centro è stato chiuso dai responsabili. Tutti in quarantena, personale, familiari e professionisti. Il paziente aveva avuto contatti con alcune persone risultate positive al tampone, ma non poteva saperlo. La storia viene raccontata dallo stesso Curcio. “Eseguito il triage – sottolinea Vincenzo Curcio del centro Smile – il paziente ci ha detto di non essere stato in nessuna regione a rischio nei giorni scorsi, di non aver avuto nessun contatto con persone provenienti da quelle zone e di non aver nessun sintomo che potesse collegarsi al covid-19”. I fatti risalgono a inizio marzo.  Gli operatori della Smile si sono apprestati ad effettuare delle cure odontoiatriche indifferibili, e così hanno proseguito fino al giorno successivo, al fine di risolvere tutti i casi urgenti prima della chiusura definitiva rendendosi in ogni caso reperibili per estreme emergenze. Con tutte le protezioni del caso. “L’alta trasmissibilità del covid-19 – ha continuato il professionista – aveva posto maggiori attenzioni, quindi già da tempo avevamo intensificato i protocolli di prevenzione e decontaminazione delle sale operative e limitando l’affollamento nella sala d’attesa”. Quindi dopo l’intervento si viene a sapere della positività del paziente e ovviamente salgono ansia e paura:  “Il raggiungimento del traguardo dei famigerati 14 giorni per poter ufficializzare che non era avvenuto nessun contagio erano solo in parte consolati dal fatto che eravamo coscienziosamente appagati perché avevamo posto tutte le dovute attenzioni, grazie al nostro personale qualificato, esperto e sempre attento e premuroso ad eseguire i vari protocolli preventivi di disinfezione e sterilizzazione”. Curcio ha voluto rendere nota la sua storia per evidenziare come rispettarele misure, i contagi vengono contenuti e, in questo caso, addirittura evitati. “Si è spento per noi e per tutti i nostri clienti un momento buio. Siamo orgogliosi di aver tutelato la salute dei pazienti. Adesso preghiamo affinché questo virus sparisca definitivamente perché sta creando troppi decessi nonostante sforzi inumani di chi lo sta combattendo”.

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