#noinonapriamo, in un video il grido di ristoratori e operatori del settore accoglienza valdianesi e cilentani

Parlano con una unica voce, e in un video simbolicamente consegnano le chiavi delle loro attività: sono i titolari di Hotel, Bar, Ristoranti, Pizzerie, Pasticcerie, Gelaterie, B&B, Pub, Agriturismi, Affittacamere, e Discoteche del Vallo di Diano e del Cilento. Uniti come mai prima, spiegano perché sono stati messi nelle condizioni di non poter riaprire, anche se -teoricamente- gli è stato detto di farlo.

#noinonapriamo, in un video il grido di ristoratori e operatori del settore accoglienza valdianesi e cilentani

#NOINONAPRIAMO, IN UN VIDEO IL GRIDO DI RISTORATORI E OPERATORI DEL SETTORE ACCOGLIENZA VALDIANESI E CILENTANIParlano con una unica voce, e in un video simbolicamente consegnano le chiavi delle loro attività: sono i titolari di Hotel, Bar, Ristoranti, Pizzerie, Pasticcerie, Gelaterie, B&B, Pub, Agriturismi, Affittacamere, e Discoteche del Vallo di Diano e del Cilento. Sono in tanti, uniti come mai prima, e spiegano perché sono stati messi nelle condizioni di non poter riaprire, anche se -teoricamente- gli è stato detto di farlo. Attraverso la voce di Enzo D’Arco, chiedono interventi “reali” e “concreti” di supporto alle loro attività, al momento inesistenti. E’ un primo maggio davvero amaro per tutti loro, abituati a parlare poco, a lamentarsi mai, e ad esprimersi attraverso la qualità del loro lavoro e dei loro servizi, offerti a migliaia di affezionati clienti. Ma questa volta è troppo: e la sensazione è quella -al di là delle parole- di essere stati abbandonati al proprio destino.

Pubblicato da Italia Due su Venerdì 1 maggio 2020

Attraverso la voce di Enzo D’Arco, chiedono interventi “reali” e “concreti” di supporto alle loro attività, al momento inesistenti. E’ un primo maggio davvero amaro per tutti loro, abituati a parlare poco, a lamentarsi mai, e ad esprimersi attraverso la qualità del loro lavoro e dei servizi, offerti a migliaia di affezionati clienti. Ma questa volta è troppo: e la sensazione è quella -al di là delle parole- di essere stati abbandonati al proprio destino.

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