Incentivi economici al personale sanitario della Basilicata. La Fials: “Fumata nera al tavolo regionale”

 

“Ha avuto solo un esito interlocutorio, spiega la Fials Basilicata,  la riunione del tavolo regionale per la distribuzione dei fondi destinati ai lavoratori impegnati nell’emergenza Covid19. Mercoledì prossimo il Dipartimento alle Politiche della Persona fisserà il prossimo incontro con i sindacati. La Regione – spiega una nota diffusa dalla Fials Regionale di  Basilicata  – ha   solo comunicato  le percentuali da  assegnare : il 70% e un’una tantum per i lavoratori di Fascia A, quelli maggiormente esposti al rischio di contagio, il 30% alla fascia B. Abbiamo chiesto e l’assessore si è impegnato a farlo, un documento in cui siano definiti con precisione i criteri e le somme da assegnare ai lavoratori.
“La questione dei criteri – insistono i due segretari Fials, la regionale Luciana Bellitti e il delegato Confsal Giuseppe Costanzo – è fondamentale. Dalle macro voci fissate, infatti, emergono evidenti penalizzazioni per il Crob (che ha avuto fondi zero) e per l’Asp. Nel primo caso è stato abbondantemente sottostimato il lavoro di processamento dei tamponi. Mentre il dg del dipartimento Esposito parla di meno di cento prestazioni, nell’ultimo mese sono state più di mille, con ben cinque operatori impegnati su questo fronte”.
“Quanto ai fondi destinati all’Asp– prosegue la nota Fials – siamo convinti che si continui a sottovalutare il lavoro dei dipendenti del 118. Da tempo abbiamo sollevato la questione dell’indennità di subintensiva per gli addetti all’emergenza urgenza. Ora è innegabile, anche a  fronte delle prestazioni erogate con le nuove tecnologie antiCovid, questo riconoscimento”.
“Il tavolo è stata l’occasione – proseguono Bellitti e Costanzo – per ribadire tre questioni essenziali per la Fials:
1) la legge Sirchia sulle prestazioni aggiuntive è superata dalla situazione e la Regione deve modificare il regolamento d’uso per non penalizzare lavoratori fortemente impegnati fin dall’inizio dell’emergenza;
2) i nuovi dispositivi di protezione individuale allungano i tempi di vestizione e non è giusto che lavoratori già stressati per l’emergenza si vedano attribuire altre penalizzazioni;
3) al personale in quarantena e positivo al virus va riconosciuta l’indennità giornaliera di 30 euro laddove la Regione ha previsto addirittura un’indennità di 50 euro al giorno per i suoi dipendenti in tali condizioni”.
4) l’indennità di Malattie Infettive prevista dal contratto va applicata. L’ha chiarito anche l’Aran e spetta dunque a ogni singola Regione rimodulare e individuAre i Servizi per cui è attribuita”.
“La trattativa avviata – conclude la nota sindacale – ha necessità di chiarezze e proposte concrete su come vanno ripartite le somme incentivanti. Come FIals avevamo presentato una nostra piattaforma che avrebbe garantito il giusto riconoscimento al personale della Sanità coinvolto in questo periodo di emergenza. Ribadiamo perciò un forte appello alla Regione perché si faccia il massimo per rispondere alle legittime aspirazioni di Infermieri, Medici, Autisti, Oss, Biologi, Assistenti Sanitari etc  che tanto generosamente hanno  dato in questo drammatico momento storico”

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