Anche il Vallo di Diano riparte tra paure e speranze. “E’ dura ma dobbiamo ripartire”

La saracinesca che si apre. Il primo cliente che chiede un taglio di capelli. Il caffè poggiato sul bancone. Piccoli gesti, abituali, fino a due mesi fa. Piccoli gesti che ora diventano importanti. Fondamentali per il futuro. Questa mattina in tutta Italia si è ripartiti. Così come in Campania e così come nel Vallo di Diano. Ma non tutti hanno avviato i “motori” tra selve di decreti e ordinanze delle ultime ore. Clienti pochi, a dir la verità, ma qualche da parte occorre ripartire, da qualche parte occorre ritornare a sperare. Parrucchieri, barbieri, negozi di vendita al dettaglio, abbigliamento, oggettistica e altri ancora. E ancora riaprono anche i negozi “cinesi” nel Vallo di Diano, un segnale positivo anche questo, e pure qualche bar con servizio al bancone. Non tutti in questo caso perché l’ordinanza regionale firmata dal governatore De Luca, è arrivata nella tarda serata di ieri e occorrerà qualche ora per prepararsi, per organizzare con le nuove disposizioni i propri locali. La speranza, però, da qualche parte deve ripartire. Ma c’è anche la paura di non riuscire a farcela, di non riuscire a rispettare pagamenti, oneri, di non riuscire a superare le difficoltà. Ce lo dicono un po’ tutti. “E’ dura, davvero dura”, dicono. La crisi post Coronavirus si sente e si farà sentire. Ne parleremo tanto e daremo voce a chi ne avrà bisogno. Oggi però vogliamo soltanto celebrare la ripartenza. Viverla con speranza. In bocca al lupo.

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