Cimitero di Sala Consilina, abolita la prenotazione telefonica obbligatoria. Aperto anche domenica mattina

Stop alle prenotazioni telefoniche obbligatorie per accedere al Cimitero di Sala Consilina. Lo rende noto la nuova ordinanza firmata dal sindaco Francesco Cavallone che apporta alcune importanti modifiche al regolamento per l’accesso al camposanto salese: oltre all’eliminazione della preventiva prenotazione telefonica, il numero massimo di persone ammesse passa da 15 a 30 per volta, per un periodo non superiore a trenta minuti.

Cimitero di Sala Consilina, abolita la prenotazione telefonica obbligatoria. Aperto anche domenica mattina

CIMITERO DI SALA CONSILINA, ABOLITA LA PRENOTAZIONE TELEFONICA OBBLIGATORIA. APERTO ANCHE DOMENICA MATTINA

Pubblicato da Italia Due su Giovedì 21 maggio 2020

Al fine di evitare assembramenti esterni, sarà facoltà del personale comunale addetto al controllo e alla vigilanza modulare gli accessi secondo il criterio “tante persone escono tante ne entrano”. Qualora l’applicazione di tale criterio non fosse sufficiente ad impedire forme di assembramenti esterni al sito, i visitatori in attesa per l’accesso, dovranno attendere all’interno del proprio veicolo, usufruendo dell’ampia area di sosta esterna. In ogni caso va comunque e sempre rispettata la distanza interpersonale di almeno un metro, e persiste l’obbligo di utilizzo delle mascherine e dei guanti. Tra le novità previste dalla nuova ordinanza l’apertura del cimitero anche nella giornata di domenica, dalle ore 9:00 alle ore 13:00. Negli altri giorni della settimana l’accesso resta consentito dalle 9:00 alle 12.30 e dalle 15:00 alle 18:30.
La nuova ordinanza mette un punto alle polemiche suscitate dalla precedente: in particolare la modalità della prenotazione telefonica obbligatoria aveva suscitato non poche critiche, ed era stata definita “improponibile” per le persone anziane dal Gruppo Consiliare SaleSi. Il sindaco Cavallone aveva risposto a “muso duro”, addebitando le critiche a “pochi smanettatori di computer celebrolesi”. Le polemiche erano salite ulteriormente di tono, ed erano arrivate prima la richiesta di dimissioni da parte del Gruppo SaleSi e poi le scuse di Cavallone per l’espressione infelice utilizzata.

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