Emersione del lavoro irregolare. Caritas e Cisl aprono sportelli nel Vallo di Diano

Il Decreto-Legge 19 maggio 2020, n.34 recante “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia,
nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, segna una tappa molto importante nel mondo del lavoro, sopratutto per quei settori problematici come l’agricoltura, l’allevamento, l’assistenza agli anziani e la cura della casa, in cui spesso il confine tra lavoro e sfruttamento è molto sottile.
“A svolgere questi lavori, fondamentali per la nostra realtà economica e sociale – si legge in un comunicato della Caritas di Teggiano-Policastro -, il più delle volte sono stranieri e, per quanto concerne il settore agricolo, nella maggior parte dei casi, si tratta di immigrati irregolari, sottopagati o vittime del caporalato”
Nel decreto rilancio, l’articolo 110-bis sull’emersione dei rapporti di lavoro, consente a queste persone di poter regolarizzare la propria posizione. I canali previsti dal decreto sono due. Il primo prevede che i datori di lavoro possano regolarizzare i lavoratori attualmente in nero. Se sono migranti irregolari, questi riceveranno automaticamente
un permesso di soggiorno. Il secondo canale, invece, prevede – per i migranti irregolari che già avevano lavorato nei
settori di interesse e che hanno perduto il lavoro – la possibilità di ottenere un permesso temporaneo di sei mesi, per
cercare un nuovo impiego nei settori concordati.

“L’emergenza Coronavirus ci ha mostrato, purtroppo, quanto sia diffuso in Italia il lavoro sommerso. In tanti, nei giorni del lockdown, sono rimasti sprovvisti del lavoro, in quanto non in possesso di un regolare contratto. Ciò ha affamato tante persone, privandole della loro dignità. Far emergere chi è presente in Italia, lavora o ha lavorato sul nostro territorio clandestinamente, è di grande aiuto per il contrasto della criminalità, del caporalato, del racket, soprattutto in un momento in cui, all’indomani dell’emergenza sanitaria, è necessaria trasparenza e collaborazione per poter rilanciare l’economia del nostro Paese, gravemente colpita. Ma soprattutto, questo, significa poter aiutare tanti fratelli bisognosi, che hanno il diritto di essere trattati con umanità. Spesso, i migranti che lavorano nei campi, vivono in condizioni disumane in baracche fatiscenti, in assoluta povertà e igieniche precarie. E’ a loro che bisogna guardare perché il lavoro diventi sostegno, vita e non sinonimo di dolore, abuso e sofferenza. Il nostro vescovo, Mons. Antonio De Luca, da sempre si batte a protezione e sostegno dei fratelli immigrati lasciati ai margini della società e, la Caritas Diocesana, già da diversi anni, porta avanti il “Progetto Presidio” nella Piana del Sele, contro lo sfruttamento dei braccianti e il caporalato. Una battaglia di civiltà per garantire a tutte le persone diritto fondamentali”.

All’indomani delle nuove normative sull’emersione del lavoro irregolare, Caritas, in collaborazione con la “Fai CISL” di
Sala Consilina, scende in campo aprendo degli sportelli nel Vallo di Diano, per consentire ai lavoratori di regolarizzare la propria posizione a titolo gratuito. Ciò al fine di tutelare queste persone che potrebbero facilmente essere preda di
truffatori senza scrupoli, i quali, in cambio di lauti compensi, si presterebbero a produrre la documentazione necessaria.
La Caritas diocesana continua, dunque, il suo impegno a sostegno dei diritti umani collegati ai temi della legalità e
dignità del lavoro, promuovendo una maggiore giustizia sociale e un’umanità non più divisa in padroni e servi, ma
comunione tra fratelli.

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