Zone Rosse del Vallo di Diano “escluse” dal Decreto Rilancio: svelato il misfatto, ecco di chi era la “gelida manina”

La stessa medaglia ha spesso due facce, e questo accade in particolare in politica. E così è stato anche per la vicenda delle Zone Rosse del Vallo di Diano e di altre zone d’Italia, prima inserite nel decreto rilancio e poi cancellate da una “gelida manina” dai benefici economici previsti con la ormai famosa “correzione” direttamente sulla Gazzetta.

Zone Rosse “escluse” dal Decreto Rilancio: svelato il misfatto, ecco di chi era la “gelida manina”

ZONE ROSSE “ESCLUSE” DAL DECRETO RILANCIO: SVELATO IL MISFATTO, ECCO DI CHI ERA LA “GELIDA MANINA”

Pubblicato da Italia Due su Sabato 30 maggio 2020

Come sappiamo nel Vallo di Diano e nelle altre zone rosse d’Italia escluse in tanti si sono chiesti e continuano a chiedersi di chi sia stata quella “gelida manina” che ha compiuto il misfatto. Una domanda alla quale siamo oggi in grado di dare risposta, almeno dal punto di vista dei “mandanti”, grazie alla ricostruzione effettuata dai colleghi del quotidiano on line “Cremona Oggi”.

E qui subentra l’altra faccia della medaglia: quello che per noi era un diritto (estendere i benefici destinati alle zone rosse a tutti i comuni interessati, e non solo a quello del nord) per qualcun altro è stato considerata invece una grave ingiustizia.  Secondo la ricostruzione di “Cremona Oggi” le zone di Cremona, Brescia, Bergamo, Lodi e Piacenza, e i loro deputati del PD Luciano Pizzetti, Maurizio Martina, Elena Carnevali, Marina Berlinghieri e Alfredo Bazoli, erano certi che lo stanziamento di duecento milioni sarebbe stato destinato solo alle cinque province, con tanto di suddivisione già fatta per ognuno dei comuni, sulla base della popolazione residente. Facile immaginare -dal loro punto di vista-  la reazione isterica alla scoperta che una “manina” aveva inserito altri comuni di zone zosse diverse da quelle approvate dal Consiglio dei Ministri. Alcuni addirittura del sud! Insomma ai territori del nord sarebbero arrivati fondi ridotti rispetto a quelli già resi noti. Apriti cielo: “Nella nottata tra il 20 e il 21 maggio –scrivono i colleghi di Cremona Oggi- si intrecciavano una serie di telefonate tra Luciano Pizzetti, Martina e membri del Governo. Veniva interpellato lo stesso Conte in imbarazzo per quello strano cambiamento in corsa. Così interveniva direttamente il Capo del Governo e, con una procedura davvero inusuale, provvedeva a far pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale, accanto al decreto bollinato con l’aggiunta di nuovi comuni, anche una immediata rettifica con la quale si cancellavano quei comuni aggiunti dopo il Consiglio dei Ministri. I finanziamenti ai territori lombardi e piacentini colpiti dal Covid erano salvi!”.

Ecco dunque la spiegazione della gelida manina. Oggi la vicenda sembra superata, e ci sono state le rassicurazioni dello stesso premier Conte del prossimo “reinserimento” di tutte le zone rosse nel decreto, attraverso un apposito emendamento. Però una cosa è certa: quando la politica litiga, ne paga spesso le conseguenze il Vallo di Diano. È accaduto di recente per il Tribunale e per il Carcere di Sala Consilina, e sappiamo bene com’è andata a finire. E mentre il Vallo di Diano aspetta e spera in un prossimo emendamento, qualcun altro è già passato ai fatti: i colleghi di “Cremona Oggi” ci informano che intanto I 200 milioni destinati dal Governo, con l’articolo 112 del decreto rilancio, a tutti i comuni delle provincie di Cremona, Bergamo, Brescia, Lodi e Piacenza, in queste ore sono stati accreditati a favore di tutti gli enti locali interessanti”. 

 

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Una risposta

  1. Rocco Panetta ha detto:

    Se l’Articolo 112 NON fosse stato CANCELLATO da una “manina” del Nord i Comuni di Sala Consilina,Atena Lucana,Polla e Caggiano sarebberro stati COMUNQUE ESCLUSI dai benefici perchè la ZONA ROSSA è durata 29 giorni e NON 30 giorni, come è scritto nell’articolo 112 CANCELLATO da Conte su pressione dei Parlamentari PD del Nord che avrebbero dovuto spartire i soldi SOLO con il Comune di Ariano Irpino, la cui ZONA ROSSA è durata OLTRE 30 giorni.La ” manina” campana,forse del PD, che aveva aggiunto il comma, poi cancellato da Conte, aveva DIMENTICATO l’esistenza dell’Ordinanza n. 27 del 3 Aprile 2020 del Presidente De Luca, che ha ridotto, insieme ad altre disposizioni, di UN giorno la durata della ZONA ROSSA nei Comuni del Vallo di Diano altrimenti avrebbe scritto 28 giorni e NON 30 giorni.Bisognerebbe individuare la “nostra manina” affinchè non faccia più DANNI ,in futuro, al Vallo di Diano.

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