Riprese le visite agli Scavi di Pompei, occasione anche per i salernitani per riscoprire il Parco Archeologico

Itinerari obbligati e ingressi contingentati per il Parco Archeologico di Pompei, che ha adeguato all’attuale emergenza sanitaria percorsi a senso unico con turnazione oraria e acquisito del biglietto esclusivamente online.

Riprese le visite agli Scavi di Pompei, occasione anche per i salernitani per riscoprire il Parco Archeologico

RIPRESE LE VISITE AGLI SCAVI DI POMPEI, OCCASIONE ANCHE PER I SALERNITANI PER RISCOPRIRE IL PARCO ARCHEOLOGICO

Pubblicato da Italia Due su Venerdì 3 luglio 2020

Il secondo sito più visitato in Italia dopo il Colosseo, era luogo privilegiato di villeggiatura del patriziato romano e simbolo della grandezza dell’Urbe. Prima del catastrofico 24 ottobre del 79 d. c. Pompei si presentava come un fiorente centro di attività commerciali e culturali, in cui vivevano circa 20 mila abitanti. Il fascino della città pietrificata dal Vesuvio e riportata alla luce soltanto nel XVIII secolo per volere del re di Napoli Carlo III di Borbone, che ne fece un museo all’aperto, incanta i visitatori trasportati nel glorioso passato di circa 2000 anni fa, tra la magnificenza di costruzioni conservate quasi intatte. Dal Settecento ad oggi gli scavi di Pompei non si sono mai fermati. Solo dopo l’Unità d’Italia con l’archeologo Fiorelli la città venne divisa in quartieri ed isolati.

Con il metodo dei calchi di gesso, si rese poi possibile ricostruire gli ultimi istanti di vita di intere famiglie perite sotto le macerie in nove metri di cenere per oltre 1900 anni. La città campana satellite di Roma, dichiarata patrimonio UNESCO, si estendeva su 64 ettari. Circondata da una cinta muraria in cui si aprivano 7 porte, era attraversata dalla Via dell’Abbondanza, strada principale che conserva ancora la pavimentazione originale e conduceva al Foro antico, cuore politico, economico e religioso di Pompei, in cui sorgevano templi, archi onorari, statue, basiliche e terme. Passeggiando tra i resti della città si attraversano l’ampio Anfiteatro e la Palestra grande, per poi perdersi tra lo splendore delle Domus (case signorili decorate con cortile centrale), delle sontuose ville affrescate con il tipico rosso pompeiano e dotate di giardini con frutteti e viti. Altre significative tappe sono i lupanari (antichi bordelli) e a livello della strada le botteghe degli osti in cui sono ancora integri i banconi che contenevano le giare di terracotta per conservare le vivande.

MARIA GRAZIA PETRIZZO

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