Italia Nostra sezione Cilento-Lucano e G.E.T. Vallo di Diano lanciano un appello per la tutela ambientale del Parco Nazionale Cilento- Diano-Alburni

In un comunicato diramato da Italia Nostra sezione Cilento-Lucano e G.E.T. Vallo di Diano, pervenuto alla nostra redazione si legge quanto segue:

Il Parco N.C.V.D.A. (Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni) è nato con la missione di tutelare la natura dei luoghi, migliorare il rapporto tra uomo e ambiente e promuovere azioni materiali e immateriali per la conservazione degli ecosistemi e il benessere socio-economico delle comunità. Oggi più che mai c’è questa esigenza.

Sono trascorsi quasi 30 anni dalla sua istituzione e non è ancora chiaro a tutti il significato di Area Protetta e la consapevolezza di vivere in un Parco Nazionale al punto tale da poter incidere in maniera netta sulle decisioni da prendere e cambiare rotta non permettendo, ad esempio, tagli di alberi in ambienti montani di particolare pregio naturalistico e paesaggistico che possono essere considerati luoghi simbolo ed identitari di una storia antica.

Purtroppo il depauperamento dei boschi avviene tutt’ora grazie alla complicità di alcuni ed ad un Piano del Parco, in vigore dal  2010, che ha manifestato sostanziali carenze e incoerenze rispetto alle caratteristiche del territorio.

Il Piano del Parco è ormai arrivato a scadenza e dovrà essere urgentemente revisionato per evitare ulteriori rischi di danneggiamenti irreversibili. Purtroppo non sarà possibile per alcuni boschi d’altofusto di faggi degli Alburni che in questi giorni, con l’abbattimento di moltissimi alberi nel territorio di Corleto Monforte in località Acqua dei Tassi-Piazzetta-M. Spina dell’Ausino (quota 1300-1400 m. slm), sono stati stravolti.

Dalla documentazione in nostro possesso, continua il comunicato di Italia nostra sezione Cilento Lucano e G.E.T. Vallo di Diano, sembra che il Comune di Corleto Monforte abbia previsto l’abbattimento di circa 3820 alberi.  Le aste di vendita della massa legnosa (giugno 2013) prevedevano il ricavo medio di circa € 40 ad albero abbattuto e siccome le stesse sono andate deserte l’affidamento è stato dato ad un’impresa boschiva locale probabilmente ad un prezzo inferiore.

Ha senso stravolgere un paesaggio di incomparabile bellezza per qualche decina di migliaia di euro?

Probabilmente questi tagli sono in regola con le autorizzazioni, indagheremo sulla regolarità degli atti. Nel Parco N.C.V.D.A., Patrimonio Mondiale dell’Umanità, ci sono luoghi di notevole valore naturalistico che vanno al di là delle valutazioni scientifico-forestale (ed economiche).   Le immagini dei luoghi in questione sono la dimostrazione di quanti danni possono provocare alla natura simili interventi.

LA NATURA VA’ PROTETTA E CONSERVATA PER LE NUOVE GENERAZIONI

Anche per il Monte Cervati, località Acqua che Suona-Temponi del Comune di Piaggine, continueremo a essere vigili per contrastare i continui tagli di faggi d’altofusto in un territorio tra i più interessanti ma anche tartassati dell’intero Appennino centro-meridionale. Si tratta di una storia iniziata dieci anni fa che sembrava essere  chiusa in seguito a sequestro di cantiere di taglio da parte del Corpo Forestale dello Stato nel novembre del 2013, ma lo scempio continua.    Di recente è stata prodotta e inoltrata diffida di taglio da Italia Nostra alle varie Autorità competenti in quanto sono state riscontrate delle irregolarità concernenti le autorizzazioni di nuovi tagli.

La speranza è che ci sia il buon senso da parte di chi dovrà assumere delle responsabilità rispetto a danni irreversibili che offendono questo territorio.

Crediamo che rimanere passivi, conclude il comunicato di Italia Nostra sezione Cilento-Lucano e G.E.T. Vallo di Diano, di fronte a quanto sta succedendo sulle nostre montagne, significhi essere complici involontari, per  cui questo comunicato, oltre a denunciare, vuole essere anche un APPELLO rivolto a tutti i cittadini (in particolar modo al mondo dell’associazionismo) sensibili alle problematiche ambientali ad unirsi alla nostra protesta sottoscrivendo questo documento e attraverso comunicazioni, disappunti e quant’altro ai vari Enti territoriali (Ente Parco N. e Comuni) interessati dai tagli di bosco in aree montane.

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