Le Porte non sono uguali per tutti: chiuse quelle della Casa Circondariale, girevoli quelle della politica

Porte “chiuse” e porte “girevoli” al centro dell’attenzione del giornalista e storico Geppino D’Amico nel consueto bilancio settimanale del sabato.

Le Porte non sono uguali per tutti: chiuse quelle della Casa Circondariale, girevoli quelle della politica

LE PORTE NON SONO UGUALI PER TUTTI: CHIUSE QUELLE DELLA CASA CIRCONDARIALE, GIREVOLI QUELLE DELLA POLITICA

Pubblicato da Italia Due su Sabato 18 luglio 2020

TESTO DI GEPPINO D’AMICO:

UNO – Problema porte nel Vallo di Diano: chiuse quelle della Casa Circondariale, girevoli quelle della politica.

Per la Casa Circondariale, parafrasando la famosa frase di Socrate dopo che la moglie Santippe gli aveva rovesciato una brocca d’acqua in testa, possiamo dire “Tanto tuonò che piovve”! Infatti, dopo tante polemiche, l’argomento approda in consiglio comunale appositamente convocato dal sindaco Francesco Cavallone per venerdì, 24 luglio prossimo. Sull’argomento, dopo le dichiarazioni della Presidente della Corte d’Appello di Potenza, dott.ssa Sinisi (“Il tribunale di Lagonegro ha bisogno di disporre di una casa circondariale nel territorio di competenza”), c’è stato un lungo pressing dell’Associazione dei Giuristi Cattolici, della stampa, del Comitato per la riapertura dei Tribunali chiusi e della minoranza salese; ultima, ma solo in ordine di tempo, la provocatoria intervista rilasciata a Italia2 TV dal Presidente dell’Associazione degli avvocati del Vallo di Diano, Antonello Rivellese, aveva proposto la collocazione del tribunale del Parco ad Eboli e non a Vallo della Lucania, seguita da una richiesta di riapertura del carcere inviata al ministro Bonafede dall’on.le Federico Conte che, in precedenza, aveva proposto l’istituzione del tribunale del Parco. Alla seduta del parlamentino salese, richiesta dalla minoranza, dovrebbero partecipare per decisione della maggioranza consiliare anche esponenti del mondo della politica territoriale, regionale e nazionale. Il dato politico rilevante di questa vicenda è che l’argomento finalmente approda in una sede istituzionale. La speranza è che dalla seduta consiliare possano scaturire iniziative chiare e concrete per riaprire la casa circondariale che, è il caso di ribadirlo, sulla carta è ancora aperta e solo l’ostinazione del DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) continua a mantenerla chiusa nonostante il Consiglio di Stato avesse accolto il ricorso del Comune di Sala Consilina avverso la chiusura. La seconda speranza, non meno importante rispetto alla prima, è che la seduta di venerdì prossimo non si trasformi in una passerella preelettorale. La gente del Vallo, già sfiduciata per i tanti scippi subiti, non lo sopporterebbe; soprattutto, non lo merita.

DUE – Manca un mese alla presentazione delle liste dei candidati al Consiglio Regionale della Campania e, allo stato, la situazione si presenta alquanto ingarbugliata. Per la presidenza finora siamo a quota quattro: per Vincenzo De Luca e Stefano Caldoro sarà il terzo scontro: dieci anni fa vinse Caldoro; cinque anni fa trionfò De Luca; quindi dopo la partita e la rivincita i due si giocheranno la “bella”, con due outsider: Valeria Ciarambino (5 Stelle, presente anche 5 anni fa) e Giuliano Granato (Potere al Popolo). Diversa la situazione delle liste perché i giri di valzer sono ancora in corso. Si cambia lista o coalizione dalla sera alla mattina per cui c’è un certo disorientamento. Chiariamolo subito: ognuno è libero di fare le proprie scelte anche perché in Italia non c’è il vincolo di mandato ma certe decisioni lasciano quantomeno perplessi. È il caso di Ernesto Sica, ex sindaco di Pontecagnano con un passato di consigliere regionale per la Margherita di Rutelli, approdato nel PDL di Silvio Berlusconi, attualmente consigliere provinciale eletto un anno fa con la Lega. Come dire? Pupillo di Ciriaco De Mita, folgorato sulla via di Arcore, salito sul carroccio di Matteo Salvini per andare ad abbeverarsi a Pontida con le sacre acque del Po.Nei giorni scorsi, però, in una intervista rilasciata al Mattino Sica ha dichiarato: “La Lega mi ha deluso, vado con FI o con Renzi”. Ricapitoliamo: deluso dal Matteo “lumbard” non ha ancora deciso se tornare sulla via di Arcore oppure pedalare fino alle rive dell’Arno, a Firenze, e accodarsi al Matteo toscano, leader di Italia Viva. Sica si dice sicuro di poter scegliere e, novello barbiere di Siviglia, pardon di Pontecagnano, canticchia la cavatina di figaro parafrasando Rossini: “Sica di qua, Sica di là, sono un politico di qualità. Tutti mi chiedono, tutti mi vogliono, … largo al factotum della città”. Nei giorni scorsi Sica avrebbe ottenuto il placet di Caldoro ma, a quanto sembra, non quello dei responsabili salernitani di Forza Italia; nei prossimi giorni dovremmo conoscere la decisione di Italia Viva.  Naturalmente, qualora dovesse arrivare un nuovo “vade retro Sica” bisognerà trovare una nuova sistemazione, ma non c’è alcun problema perché per Sica la politica è dinamica: Palazzo Santa Lucia val bene un nuovo giro di valzer per un altro cambio di casacca o per tornare nella Lega con la quale (la notizia è di due giorni fa) avrebbe ripreso le trattative perché è cosa buona e giusta avere dietro le spalle una porta sempre aperta.

Ovviamente, quello di Sica non è un caso isolato perché di questi tempi i partiti hanno porte girevoli per cui si entra e si esce a piacimento: e così Flora Beneduce, consigliera regionale uscente, eletta in Forza Italia, si candiderà con Campania Libera perché, parole testuali, “De Luca per me è l’albero della vita”. Trasformismo? Manco a parlarne! Si tratta di una revisione critica della propria ideologia con l’intenzione di continuare a mettere la propria professionalità a disposizione della collettività. Non ci resta che attendere il 22 settembre per verificare se la collettività avrà accettato tanta generosa disponibilità. Intanto, sembra di essere tornati al “venghino signori venghino, il grande circo è arrivato in città”, storico slogan del circo Barnum di metà ‘800, ripreso di recente da diversi uomini di spettacolo.

 

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