Oggi a Montesano la presentazione del libro “Prime prove di democrazia nel salernitano”

Sarà presentato oggi (ore 18,30) nella splendida cornice di Palazzo Gerbasio a Montesano sulla Marcellana il libro “Prime prove di democrazia nel salernitano, Montesano Marcellana e il sindaco Giuseppe Cardinale” di Giuseppe Aromando, Antonio Cardinale, Regaliano Tommasoni e Francesco Vannata, edito per i tipi della Casa Editrice “Il Saggio” di Eboli. Il volume si avvale della presentazione del prof. Gaetano Pecora. A discutere con gli Autori, oltre allo stesso Pecora, il giornalista Giuseppe D’Amico, ed i Ricercatori dell’Università di Salerno Luca Castagna e Giovanni Ferrarese.
La decisione di pubblicare il volume ha preso vita all’indomani della commemorazione, avvenuta a Montesano sulla Marcellana, nel giorno della memoria del 2016 (26 gennaio), allorquando si rivalutarono le figure dei due tenenti montesanesi trucidati dai tedeschi: Vincenzo Cardinale (zio di uno degli autori) a Kos e Antonio Bianculli a Cefalonia.
Nel volume ciascuno degli autori, da angolature diverse, ha analizzato la situazione del Vallo di Diano pre e post 8 settembre 1943. Un avvincente percorso, che a partire da Montesano sulla Marcellana coinvolge tutto il Sud della provincia di Salerno. Poderosa la documentazione presa in considerazione così come importanti sono le informazioni e le istantanee inedite tratte da essi. Documenti, la cui rilettura senza ombra di dubbio alcuno vuole contribuire a dare un quadro nuovo, e più chiaro, sul ventennio nel Sud fino al fatidico 8 settembre 1943, per poi proseguire fino alla ricostruzione dello Stato e alla lotta al nazifascismo. Nel volume sono descritte le adesioni e i rifiuti del popolo e delle istituzioni al PNF prima e al nazifascismo poi. Non mancano i nomi e l’attività sovversiva e/o di resistenza svolta dai valligiani sia in loco sia in altri luoghi italiani.
Particolare rilievo assume la presentazione di Gaetano Pecora il quale pone, tra l’altro, un interrogativo particolarmente interessante: serve davvero la storia locale?
La sua risposta è “certo che si. A patto che le ricerche sulle vicende delle nostre terre non si rattrappiscano in pettegola curiosità campanilistica e non ripieghino su notiziole erudite che sfiancano la mente senza mai sollevarla ai problemi più larghi che percuotono l’umanità. Sta bene il particolare, allora, purché si ingrani col generale. Stando così le cose, mi è grato testimoniare che ho letto con profitto le pagine di questo saggio perché anche quando gli autori fermano l’attenzione su aspetti assai circoscritti e su personaggi sconosciuti a più, anche allora non ti assale il dubbio che esso ti stiano rinserrando nella prigione di cianciafruscole minute dove non c’è né luce di cielo né aria di pensiero”.
La manifestazione di venerdì è dedicata alla memoria di Antonio Cardinale, uno degli autori, scomparso pochi giorni dopo l’uscita del libro: “Egli, affetto da grave malattia, è stato l’ispiratore del libro “Prime prove di democrazia…” –affermano all’unisono Aromando, Tommasoni e Vassallo- e in qualche modo è rimasto in vita per completarlo. Avvertiva forte il senso della Storia e non faceva mistero del suo “obbligo” morale, verso suo padre Giuseppe e suo zio Vincenzo. Dopo la prima presentazione, hanno scritto i familiari, ha mostrato grande felicità tanto da mostrare, con orgoglio, a tutti le foto e i commenti. E come scrive il figlio Igor: “terminata questa missione, si è lasciato ammaliare dalla nera signora”.

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