Scuole di Padula declassate a Reggenza, il Vallo si ribella: “Scelta scellerata”, “Senza Pudore”, “Mortificante”

“Una scelta scellerata”, “senza pudore”, “mortificante”: sono alcune delle reazioni registrate nel Vallo di Diano per una decisione incomprensibile, che ancora una volta penalizza un servizio pubblico del Vallo di Diano. In questo caso la contrarietà è anche maggiore in primis perché il servizio è la Scuola e ad essere penalizzati sono i più giovani, e poi perché si è deciso di declassare e a reggenza una delle scuole valdianesi più in salute, meglio organizzate e funzionanti: l’Istituto Omnicomprensivo di Padula. Con più di 800 alunni iscritti, dei quali quasi 500 alunni iscritti al Liceo Scientifico “Pisacane”, l’Istituto Padulese vanta numeri lontani da qualsiasi sottodimensionamento, ed è evidente a tutti che necessita di un dirigente scolastico a tempo pieno, ancora di più per l’anno scolastico alle porte, che dovrà fare i conti con la pandemia. Semplici valutazioni evidenti a tutti ma non all’Ufficio Scolastico Regionale, che invece ha declassato a reggenza l’Istituto Omnicomprensivo padulese, sostituendo soltanto in modo parziale la dirigente scolastica Liliana Ferzola, in pensione dal prossimo 1° settembre.

Una “scelta scellerata” secondo Giovanni Guzzo, consigliere provinciale e candidato alle prossime elezioni regionali, ma soprattutto docente del Liceo Scientifico Pisacane. Per Guzzo è evidente che chi ha preso una tale decisione non ha considerato le complesse problematiche da affrontare, connaturate alla natura stessa “Omnicomprensiva” dell’Istituto Padulese, moltiplicate dall’Emergenza COVID.  “Una decisione –conclude Guzzo- presa da chi dimostra di non conoscere assolutamente il territorio del Vallo di Diano”.

Ancora più lapidario Valentino Di Brizzi, presidente dell’Associazione Imprenditori Vallo di Diano e candidato alle prossime elezioni regionali, che parla di Politica regionale senza pudore. “Ci smantellano tutti i servizi” ha scritto Di Brizzi sulla sua pagina Facebook, criticando aspramente “la GRAVE SCELTA” di non nominare un Preside per il Liceo Scientifico di Padula. “È impensabile –attacca l’imprenditore valdianese- che un Preside, per quanto dotato di abnegazione, possa essere sballottato da più parti e per più plessi, anche distanti tra loro, e riuscire a seguire in maniera adeguata tutte le strutture. Sarebbe già sufficientemente complicato in un periodo normale. Figuriamoci in questa fase di riorganizzazione post-Covid. Auspico –conclude Di Brizzi- che quanti oggi hanno potere per rivedere questa posizione lo facciano!”.

Sconcerto è stato espresso anche dal Presidente della Comunità Montana Vallo di Diano Raffaele Accetta, che critica apertamente la scelta “di mortificare la cultura valdianese con queste nomine di reggenza, sia per il momento particolare che per la candidatura di Padula a capitale della Cultura 2022”. Quale Responsabile capofila dell’Area Interna del Vallo di Diano, Accetta manifesta “amarezza e profonda delusione per la ingiusta scelta, perpetrata nei confronti del Liceo Scientifico di Padula, che merita un dirigente, anche per il ruolo che occupa anche nell’ambito della Strategia e per quello che rappresenta tra gli Istituti Scolastici superiori del Vallo”. Il presidente dell’Ente Montano valdianese promette atti ufficiali nei prossimi giorni: “Convocherò una Conferenza dei Sindaci –conferma- perché è arrivato il momento di chiedere alla Regione e al Governo quale dovrà essere il ruolo di un Area Interna, dato che si continua a indebolirne la sua capacità di attrazione”.

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Una risposta

  1. Mamme e donne del Vallo di Diano ha detto:

    Scellerato, senza pudore, sconcertante è la presenza della politica nell’ambito di istituzioni con fini educativi e formativi delle generazioni future e la strumentalizzazione di situazioni in campagna elettorale. Da mamme riteniamo che l’attenzione delle istituzioni, in questa fase particolare, debba concentrarsi sull’esigenza di garantire la riapertura delle scuole in sicurezza o di prepararsi adeguatamente ad una ipotesi alternativa, evitando le carenze che hanno caratterizzato la fase precedente, pur in presenza di titolarità.

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