Si toglie la vita dopo anni di atti persecutori dei vicini di casa: tre persone indagate a Giffoni sei Casali

Nella serata di ieri, i carabinieri della Stazione di Giffoni Sei Casali hanno fatto scattare il Divieto di dimora e Divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, nei confronti di tre persone componenti del medesimo nucleo familiare in quanto ritenuti responsabili dei reati di concorso in atti persecutori e morte come conseguenza di un altro delitto.

Il provvedimento è scaturito dalle indagini avviate dai carabinieri della Stazione di Giffoni Sei Casali in seguito della querela presentata il 12 agosto scorso dai vicini di casa, coniugi, nei confronti degli indagati con i quali si erano incrinati i rapporti già nel 2015 allorquando era avvenuta una lite per una vendita, negata, di una stanza dell’immobile dove erano tutti residenti. Motivo per il quale, nel corso degli anni, gli indagati ponevano in essere incessanti comportamenti persecutori ai danni dei denuncianti consistenti perlopiù in ripetute minacce, offese, pedinamenti e danneggiamenti, tali da cagionare un perdurante stato d’ansia e di profonda prostrazione psichica fino ad indurre l’uomo a compiere a togliersi la vita (il 21 agosto scorso, allorquando veniva trovato annegato in mare a Salerno) per cause riconducibili a tale vicenda come dallo stesso ampiamente palesato in una accorata lettera manoscritta, successivamente rinvenuta nel suo veicolo, in cui sviscerava tutte le paure ed ansie provocate dai summenzionati.

La vicenda denunciata dai coniugi era stata anche confermata nelle sommarie informazioni delegate ai Carabinieri del reparto procedente e dalla complessa attività investigativa svolta.

 

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