Teggiano. Schiaffo allo studente a scuola: il Miur manda gli ispettori del Ministero

Il Miur manda gli ispettori del Ministero della Pubblica Istruzione all’istituto “Pomponio Leto” di Teggiano per approfondimenti sull’episodio che ha visto un professore schiaffeggiare uno studente perchè non indossava la mascherina. Episodio ripreso con i cellulari dai compagni di classe che ha fatto il giro del web in poche ore scatenando forti commenti nei confronti del professore ma anche del giovane studente.  Il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Luisa Franzese, non ha perso tempo e vuole vederci chiaro. «Ogni particolare della vicenda sarà sottoposto ad accertamenti, ha detto. Dobbiamo chiarire la vicenda, che non doveva accadere, e dobbiamo farlo in tempi rapidi” . Continuano anche gli accertamenti da parte delle indagini delle forze dell’ordine. Ieri mattina, infatti, i carabinieri della Compagnia di Sala Consilina guidati dal capitano Paolo Cristinziano sono stati all’istituto ed hanno incontrato i protagonisti del video, docente ed alunni, (non solo il ragazzo malmenato ma anche i suoi compagni) e soprattutto la dirigente scolastica Maria D’Alessio. La preside non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in quanto c’è una istruttoria in corso, anche se è trapelato che la scuola prenderà provvedimenti nei confronti del professore e potrebbe addirittura costituirsi parte civile in un ipotetico procedimento. «Sono allibito per quanto avvenuto – ha detto il sindaco di Teggiano, sede della scuola, Michele Di Candia – per quanto fatto dal professore e spero vengano presi tutti i provvedimenti dovuti per aver infangato una scuola che ha fatto tanto per raggiungere un livello così alto».
Nella giornata di ieri oltre agli accertamenti dei militari dell’Arma ci sono stati anche colloqui con gli alunni della classe protagonista della vicenda. Soprattutto chi ha girato i vari video (con la ricerca di altri video).  . Anche se  sembra, da quanto emerso dopo i primi colloqui con gli studenti, che i video siano stati stati girati per una sorta di tutela, una prova su quanto avvenuto da mostrare ai dirigenti della scuola e ai genitori.  La consulta delle amministratrici del Vallo di Diano, il Centro Antiviolenza Aretusa di Atena Lucana, il Comune di Sala Consilina e l’Unione degli studenti valdianesi hanno stigmatizzato l’accaduto e chiesto interventi urgenti alle autorità competenti.

Una risposta

  1. fusco antonio ha detto:

    ….quante storie per un buffetto! Ai miei tempi le punizioni erano ben diverse e frequenti eppure la nostra non mi sembra sia poi diventata una generazione di rammolliti o complessati, anzi. Se i genitori facessere bene il loro mestiere ed educassero questi rampolli, spesso vanesi,leggeri e dediti in gran parte solo al cazzeggio, questo non avverrebbe. La scuola non può fare tutto da sola.

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