Victor D’Hondt, Gaetano Macchiaroli e don Vittorio Lamattina sotto i riflettori di Geppino D’Amico

Attraverso le sue formule matematiche Victor D’Hondt continua a condizionare le vicende politico-amministrative del nostro paese e non solo. Chi era ce lo spiega il giornalista e storico Geppino D’Amico.

Victor D’Hondt, Gaetano Macchiaroli e don Vittorio Lamattina sotto i riflettori di Geppino D’Amico

VICTOR D’HONDT! CHI ERA COSTUI E CHE C’ENTRA CON LE RECENTI ELEZIONI REGIONALI? CE LO SPIEGA GEPPINO D’AMICO

Pubblicato da Italia Due su Sabato 10 ottobre 2020

TESTO DI GEPPINO D’AMICO

Victor D’Hondt! Chi era costui? L’interrogativo di manzoniana memoria è tornato in auge all’indomani delle recenti elezioni regionali al momento dell’assegnazione dei seggi e della proclamazione degli eletti che ancora non sono ufficialmente avvenute. La decisione dovremmo averla nei primi giorni e, a quanto è dato sapere, oltre a Corrado Matera, certo della elezione, in Consiglio Regionale dovrebbe entrare anche il Presidente del Parco, Tommaso Pellegrino. Per i vertici di Italia Viva il condizionale ha un mero valore scaramantico.

Ma chi era questo mister D’Hondt che sta tenendo in ansia alcuni candidati? Professore di diritto civile e fiscale presso l’Università belga di Ghent, Victor D’Hondt è conosciuto soprattutto per il metodo matematico, da lui inventato e descritto per la prima volta nel 1878, proprio per l’attribuzione dei seggi nei sistemi elettorali di tipo proporzionale.

Tale metodo è stato adottato in numerosi Paesi, tra cui circa la metà degli Stati membri dell’Unione europea (oltre all’Italia ricordo AustriaBelgioPortogallo e Spagna), e paesi come la Svizzera, la TurchiaIsraele e, pur modificato, anche nella Repubblica di San Marino. In Italia il metodo D’Hondt era utilizzato per l’elezione dei Senatori della Repubblica fino al 1992 e per le elezioni provinciali, ed è ancora utilizzato nelle elezioni comunali per l’assegnazione dei seggi in consiglio. Il metodo è adoperato per l’elezione della Città metropolitana.

Tornando alle recenti elezioni regionali, in tema di attribuzione dei seggi, cosa è cambiato rispetto al 2015? Cinque anni fa le liste che appoggiavano De Luca, che vinse le elezioni riportando il 3 per cento in più rispetto a Stefano Caldoro, con il metodo D’Hondt avevano ottenuto 22 seggi contro i 28 delle opposizioni (liste del Centro Destra e dei Cinque Stelle). Poiché la legge elettorale prevede il premio di maggioranza la coalizione di De Luca si avvantaggiò della situazione passando dai 22 seggi a 30 seggi (cioè 8 seggi in più che furono tolti alla minoranza). Di questi 8 sei furono assegnati al PD che salì da 9 a 15 seggi. Stavolta le cose sono andate diversamente: le liste di De Luca, avendo superato il 60 per cento, avrebbero dovuto avere, con il metodo D’Hondt, 35 seggi. Siccome la legge nazionale prevede che qualsiasi legge regionale non possa assegnare più di 32 seggi, la maggioranza che sostiene De Luca ha perso 3 seggi.

Vediamo il caso dei 5 Stelle: pur avendo ottenuto voti in meno rispetto al 2015 hanno mantenuto gli stessi 7 seggi di allora quando, però, gliene tolsero 2.

Al contrario, chi come il PD ha vinto si è visto sottrarre dei seggi pur non avendo perso voti.

Questa settimana è per me doveroso ricordare due personalità che in campi diversi hanno lasciato il segno: Gaetano Macchiaroli (espressione della cultura laica) e don Vittorio Lamattina (parroco di Caggiano, espressione della cultura cattolica)

Martedì scorso, 6 ottobre, si è svolta a Napoli la cerimonia di intitolazione di Largo Gaetano Macchiaroli, nel Quartiere Chiaia. Insieme al Sindaco De Magistris erano presenti la figlia Gisella, e numerosi esponenti del mondo della politica e della cultura: l’assessora comunale Clemente; Mauro Giancaspro (già Direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli), l’ex sindaco di Napoli e Governatore della Campania, Antonio Bassolino con il suo storico vice, Riccardo Marone, la cui famiglia (originaria di Monte San Giacomo), è legata da vincoli di parentela con Gaetano Macchiaroli.

Nato a Teggiano 100 anni fa, scomparso nel 2005, Gaetano Macchiaroli è stato editore, libraio, filologo, animatore culturale, militante comunista, ed è stato insignito di importanti premi e onorificenze. Pur vivendo a Napoli non ha mai interrotto il suo rapporto con il Vallo di Diano e con la sua Teggiano dove tornava nel suo storico castello ogni volta che gli impegni lo consentivano.

Personalmente con Gaetano Macchiaroli ho avuto una breve ma per me importante frequentazione. Un fatto è certo: della cultura aveva fatto una ragione di vita e la sue pubblicazioni ne sono testimonianza. La scelta della location che gli è stata dedicata non è stata decisa a caso: è antistante lo storico Palazzo Roccella che, anche a grazie a Gaetano Macchiaroli non fu abbattuto durante gli anni del Laurismo. Oggi Palazzo Roccella ospita prestigioso PAN, Palazzo delle Arti Napoli.

Sempre in settimana è deceduto, all’età di 93 anni, il parroco emerito di Caggiano don Vittorio Lamattina. Sacerdote di profonda cultura umanistica, don Vittorio era anche un ottimo comunicatore avendo fondato nel 1962 e diretto per circa 60 anni il periodico “Voce Amica”, inviato a tutti i Caggianesi residenti all’estero. Personalmente ricordo la sua grande disponibilità nel mettere a disposizione l’archivio parrocchiale in occasione di una mia ricerca sull’emigrazione; inoltre, mi mise in contatto con un altro valente storico del territorio: il prof. Gaetano Lamattina, suo congiunto. Nel giorno del funerale il sindaco di Caggiano ha proclamato il luto cittadino.

GEPPINO D’AMICO

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