La duplice battaglia di Pierpaolo contro il COVID e contro gli irresponsabili negazionisti sotto i riflettori di Geppino D’Amico

Risultato positivo al COVID 19, il collega Pierpaolo Fasano sta conducendo una duplice battaglia contro il virus e contro la superficialità e l’irresponsabilità dei negazionisti. A Pierpaolo, con la certezza di ritrovarlo prestissimo nella duplice veste di giornalista e docente, è dedicata questa puntata del bilancio settimanale del Giornalista e storico Geppino D’Amico.

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TESTO DI GEPPINO D’AMICO

I pericoli del Covid-19, il grido “libertà, libertà”, la necessità della responsabilità e la “fabbrica dei metri”

Martedì scorso il collega di Radio Alfa, Pierpaolo Fasano, sulla la sua pagina Facebook ha comunicato di essere stato colpito dal Covid-19.  Lo ha fatto con l’onestà intellettuale che lo contraddistingue come docente e come giornalista per consentire a quanti hanno avuto contatti con lui di sottoporsi al tampone per verificare se sono virus free perché –scrive Pierpaolo- “Vivi nella perenne paura di averlo potuto trasmettere anche ad altri e non riusciresti mai a perdonartelo. Spero di stare meglio nei prossimi giorni. Questo virus ti annienta, ti priva di tutte le forze, ti fa sentire uno straccio. Febbre alta fino a 40 come se fossi in un forno, tosse continua, crampi allo stomaco, nausea, spossatezza, stanchezza, mancanza di gusto e olfatto. Il covid è un virus subdolo e cattivo, non solo per le conseguenze fisiche, ma anche per quelle psicologiche. Ho scritto questo breve post, con le poche forze che ho, soprattutto per sensibilizzare i negazionisti o chi sminuisce. Il covid-19 esiste”.

Per avere notizie avevamo contattato Pierpaolo tramite WatsApp prima del suo ricovero al Loreto Mare e ci aveva chiesto di rendere nota la sua situazione convinto che il rendere pubblica la notizia possa aiutare gli altri consentendo il tracciamento degli incontri con le persone colpite al punto che anche dall’Ospedale napoletano ha postato giovedì un nuovo messaggio per aiutare gli altri. Naturalmente, rinnoviamo a lui ed a quanti lottano col virus i migliori auguri per una pronta e definitiva guarigione.

Chi direttamente è stato colpito dal virus e chi ha avuto simili problemi in famiglia comprende benissimo il pensiero di Pierpaolo il quale chiama in direttamente in causa i cosiddetti “negazionisti”. C’è chi nega il Covid-19, chi ne sottovaluta i rischi, chi ne sa poco, chi parla di complotto, di dittatura sanitaria e di fake news. Tra i negazionisti di casa nostra troviamo diversi personaggi noti quali Andrea Bocelli (che poi si è scusato), Povia, Massimo Boldi e Vittorio Sgarbi il quale, avendo rifiutato di indossare la mascherina era stato portato a braccia fuori dall’aula parlamentare e certamente non è stato un bel biglietto da visita per il Parlamento.

Non è che all’estero stiano messi meglio: tra i negazionisti troviamo politici di primissimo piano quali Donald Trump, Jair Bolsonaro, Aleksandr Lukashenko ed il premier inglese Boris Johnson: tutti colpiti dal virus!

Johnson aveva espresso giudizi poco lusinghieri sul nostro attaccamento ai valori di libertà. Subito il presidente Mattarella gli ha risposto che “anche noi italiani amiamo la libertà, ma abbiamo a cuore pure la serietà e che i nostri diritti non possono fare ammalare gli altri”. Nel mondo dello sport e dello spettacolo troviamo tra i negazionisti il tennista serbo Novak Djokovic, i cantanti Miguel Bosè, Van Morrison, Madonna e l’ex premièr dame di Francia, Carla Bruni. Alcuni di loro dopo avere minimizzato la pandemia sono stati colpiti dal virus: Boris Johnson è finito addirittura in rianimazione e da qualche giorno è di nuovo in quarantena.

In Italia non sono mancate manifestazioni di protesta e assembramenti nelle piazze al grido di “libertà, libertà”.  C’è, però, un dato da evidenziare: i negazionisti si sentono prigionieri ed invocano la libertà ma dimenticano che in periodi come quello che stiamo vivendo alla parola libertà va associata la parola responsabilità. Non a caso lo scrittore Lorenzo Marone, la cui famiglia è originaria del Vallo di Diano, ha affermato che “La tanto decantata libertà, della quale ci vantiamo di essere portatori e paladini, è concetto legato a quello di responsabilità; eppure quest’ultimo non gode di eguale considerazione. La libertà di fare ciò che vogliamo, di indirizzare le nostre vite mettendo in atto strategie e comportamenti diversi, è un bene al quale giustamente nessuno vuole rinunciare. Al contrario, la responsabilità si sopporta malvolentieri perché associata spesso al concetto di colpa. Invece, libertà e responsabilità non possono viaggiare separati; di più poteri e libertà godiamo, maggiori responsabilità avremo, dovremo essere maggiormente responsabili”.

È facile sostenere che il Covid non esista quando si ha la fortuna di non averlo. E magari si festeggia in strada senza mascherina, mentre altri concittadini fanno la fila in auto fuori dal Pronto soccorso, con la bombola d’ossigeno collegata attraverso il finestrino.

Concludiamo mostrandovi una foto che ci riporta all’argomento affrontato: è uno screenshot che la collega Angela Freda ha estrapolato dall’intervento di sabato scorso. Con l’occhio di lince che la contraddistingue, ha notato e indicato con una freccetta l’oggetto che era ed è tuttora alle mie spalle e mi ha chiesto se fosse un simbolo particolare. Nessun simbolo; è semplicemente un metro, prezioso strumento di lavoro di numerose categorie di artigiani. L’ho collocato alle mie spalle perché mi riporta con la mente agli anni dell’infanzia quando mi recavo nel bar del centro storico di Polla per comprare con poche lire squisite barchette di liquirizia: il proprietario del bar, un uomo particolarmente saggio e stimato (non a caso lo chiamavano il “Principale”), quando qualche avventore diceva una stupidità, pronunciava una frase che era una sentenza al punto che mi è rimasta impressa nella mente: “È fallita la fabbrica dei metri, qui nessuno si misura più”.

Da allora è trascorso più di mezzo secolo ma per me quella massima è più che mai attuale. Entrando nello studio il metro me lo ritrovo ogni volta di fronte. Ringrazio Angela per la segnalazione e ne approfitto per dire che mai come in questi mesi di Covid-19 ci sono persone, a cominciare dai cosiddetti “negazionisti”, che parlano senza misurarsi prima con il metro. Ma forse il metro non l’hanno mai avuto.

GEPPINO D’AMICO

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Una risposta

  1. fusco antonio ha detto:

    ……bravi!La citazione Sul metro è illuminante, ma nel mondo in cui viviamo di questi metri ne esistono pochissimi e sono in via di estinzione.Parlare dei vari sgarbi, maglie,trump.bolsonaro e feccia simile è tempo sprecato. L’umanità vive una deriva spaventosa verso l’igmoranza,l’inciviltà e la violenza cieca ed animalesca. Stiamo scivolando , e nemmeno lentamente, verso l’era dell’homo sapiens se non addirittura verso l’estinzione. DEVO A NCHE DIRE CHE VEDO INTORNO A ME ANCHE TANTA BRAVA GENTE, RISPETTOSA,EDUCATA,COLTA IMPEGNATAE RESPONSABILE,MAIL RESTO E’ OSCENO. IO MI SENTO IMPOTENTE ED ABBANDONATO A ME STESSO E TEMO CHE ANCHE LA GRAN PARTE DI QUELLE PERSONE PERBENE DI CUI PARLAVO PRIMA. ESEMPI COME QUELLO DEL PAPA E DEL NOSTRO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NON BASTANO A DARCI LA FORZA PER RESISTERE, TEMO MI SIA RIMASTA SOLO UNA FLEBILE SPERANZA NEL FUTURO E MI RIMANGONO SOLO GLI AFFETTI DI MIA MOGLIE E DEI MIEI FIGLI E NIPOTI, ANCHE SE LONTANI. IN BOCCA AL LUPO!

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