40 anni dal 23 novembre 1980: con Geppino D’Amico e Margherita Siani l’eredità del sisma che cambiò per sempre il Sud

Era il 23 novembre del 1980. La terra tremò in Campania e Basilicata alle 19:34 di domenica, e dopo quei 90 interminabili secondi nulla sarebbe stato più lo stesso.

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Per chi l’ha vissuto, alcune cose di quel 23 novembre di 40 anni fa sono rimaste indissolubilmente fissate nella memoria. Una atmosfera surreale, migliaia di persone in strada, incredulità e paura. E poi ancora l’incertezza, il non sapere, la mancanza di notizie: erano ancora lontanissimi i tempi dei social network e dei telefoni cellulari. Soltanto nei giorni successivi si riuscì almeno in parte a cogliere gli effetti della devastazione del sisma, che alla fine causò 2.914 morti, 8.848 feriti e 280.000 sfollati. E una ricostruzione infinita, che cambiò il Mezzogiorno d’Italia ma che, quasi 40 anni dopo, non è stata ancora portata a termine. A 40 anni di distanza da quel giorno ne parliamo con due colleghi giornalisti, Geppino D’Amico e Margherita Siani: per uno sguardo diverso ma complementare del sisma e delle sue conseguenze.

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