A Sala Consilina una dedica d’amore verso il Vallo di Diano: “Tornate, non dovete fare altro, qui se ne sono andati tutti specialmente chi è rimasto”

Questa mattina Sala Consilina, in Via Mezzacapo, si è svegliata con uno striscione lungo 33 metri riportante una frase del poeta  Franco Arminio: “Tornate, non dovete fare altro, qui se ne sono andati tutti specialmente chi è rimasto”. Per ora l’autore o gli autori non si sono firmati. Si tratta di un estratto di uno scritto del poeta paesologo dal titolo “Tornate”. Un vero e proprio appello a ritornare nei propri luoghi di origine, a cominciare “una grande migrazione al contrario”. ” Avete una casa vuota che vi aspetta, scrive Arminio, la casa che vostro nonno ha costruito coi soldi dell’emigrazione: voi qui potete accendere la vita, altrove al massimo potete tirare avanti solo la vostra vita. Tornate, non dovete fare altro. Qui se ne sono andati tutti, specialmente chi è rimasto”. Il lungo striscione giallo e nero affisso nella notte in via Mezzacapo è stato coperto con dei fogli di carta bianchi. In realtà si tratta di una vera e propria dichiarazione d’amore verso la propria terra ed un invito accorato, romantico, nonostante le grandi difficoltà, a ritornare a Sala Consilina, nel Vallo di Diano. A far rivivere le case, le tradizioni, i terreni dei propri nonni. A far rivivere il Vallo di Diano.

 

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3 risposte

  1. fusco antonio ha detto:

    …..io che in questa terra ci sono nato, a santo stefano per la precisione, e ne sono innammorato devo dire purtroppo che la filosofia, la poesia, la nostalgia possono solo accrescere il senso di sconforto di chi, come me anziano, ci ha vissuto la propria vita, i propri figli e temo qui morirà. I giovani hanno ragione ad andarsene. Chi coltiva delle ambizioni, chi vuole costruirsi una vita decente e conoscere anche il mondo nel vallo non può restare. Trovare le responsabilità di chi e cosa hanno determinato questo abbandono sarebbe facile. Una classe dirigente che dal fascismo in avanti ha depredato queste zone, privando del futuro le generazioni di giovani ed ha pensato soltanto a coltivarsi il proprio orticello e quello degli amici e compari, in perfetto stile mafioso è la maggiore responsabile. Ma anche chi ha vissuto e vive nel vallo ha le sue colpe. Non si possono eleggere gente come iannuzzi, meluzzi, conte, angrisani, covelli e non aspettarsi di essere ridotti a vivere in ” una riserva indiana” Addirittura ancora oggi qualcuno vota salvini, meloni e feccia simile……quindi!!!??? Il futuro è nebuloso,opaco senza sbocchi e ,se succederà un miracolo, ci vorranno decenni per tirare fuori da questo pantano la nostra valle.

  2. Vincenzo ha detto:

    Già dal 1994 io utilizzo nello spelling i nomi dei paesi della Basilicata, così a molti del nord che poi nostri concittadini gli ricordo i propri paesi e a pochi faccio conoscere i nostri paesi.

  3. Arcangelo ha detto:

    Mi rivolgo ai ragazzi che hanno installato i manifesti.
    Il sindaco afferma di non aver ben compreso il messaggio, perciò in buona fede ha fatto affiggere dei fogli bianchi nella speranza di un approfondimento (anche se qualche cattivone l’ha chiamata censura).
    Vi ha praticamente concesso un altro tentativo di spiegargli il messaggio, non fatevelo scappare.

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