Comunità Montana Vallo di Diano, Vittorio Esposito tesse la tela: “Francesco Cavallone presidente, ecco perché”

Vittorio Esposito come Penelope, tesse pazientemente la tela che potrebbe portare Francesco Cavallone alla presidenza della Comunità Montana Vallo di Diano.

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Negli ultimi giorni si sono intensificate le attività del sindaco di Sanza per dare soluzione in tempi brevi alla crisi politica in atto presso l’ente montano valdianese, dove l’attuale presidente Raffaele Accetta, da 12 anni al comando, non godrebbe più -sempre secondo Esposito- del sostegno necessario da parte dei suoi colleghi per rinnovare il suo mandato in scadenza. Un po’ una beffa per Accetta, soprattutto in un momento nel quale la gestione dei finanziamenti destinati alle Aree Interne,  così faticosamente ed operosamente ottenuti, entra nel vivo. Che Accetta abbia ben operato nel suo ruolo, e che soprattutto abbia sempre messo al primo posto l’interesse comprensoriale, il primo a riconoscerlo è lo stesso Vittorio Esposito. “Ma il problema -afferma il sindaco di Sanza- è politico, ed in questo momento Accetta è sotto attacco da più fronti”.

Tradotto in parole povere  l’assalto al fortino dei milioni di euro che la Comunità Montana si appresta a gestire è iniziato, e difficilmente l’attuale presidente ne uscirà indenne. Perché a dare l’assalto non ci sono soltanto i 4 sindaci non allineati (Buonabitacolo, Polla, Atena Lucana e Montesano SM), ma anche gli stessi sindaci del PD. In questa situazione di grande caos, a differenza dei vari “candidati” che dietro le quinte tirano l’acqua al proprio mulino, proponendosi per sostituire Accetta, la posizione di Vittorio Esposito si differenzia da tutte le altre, perché non candida sé stesso. Non a caso: il sindaco di Sanza è un personaggio unico e particolare nel panorama politico-amministrativo del Vallo di Diano, sicuramente tra i pochi sindaci del centro sinistra in carica in grado di interpretare l’arena politica alla vecchia maniera, con una visione più ampia.

Esposito dunque tira la volata non per sé stesso ma per il sindaco di Sala Consilina Francesco Cavallone, in base ad alcune semplici convinzioni. La prima è che il centrosinistra deve dimostrare capacità di rinnovamento, e questo esclude dal suo punto di vista la propria ed altre candidature “eccellenti”, come quelle di Paolo Imparato e Michele Di Candia. Poi ovviamente c’è il “peso” che deriva a Cavallone dall’essere primo cittadino della città capofila del Vallo di Diano. Ed infine -da non sottovalutare- l’elezione di Cavallone metterebbe in moto una reazione “a catena”, liberando altre importanti caselle che potrebbero essere riempite da chi condividerà questa operazione. Si chiama arte della mediazione ed è una delle qualità necessarie in politica, ed indubbiamente è tra le qualità di Esposito. Che forse in Cavallone rivede anche un po’ sé stesso, per quel “caratterino” che alcune volte fa capolino, con gesti e atteggiamenti “forti” e discutibili che scatenano dibattiti e polemiche. Spigolosi entrambi ma “limpidi”: possono avere ragione o torto, ma ciò che pensano sono abituati a dirlo in faccia.

Ultimo esempio l’ha dato proprio Vittorio Esposito alla Comunità Montana Vallo di Diano, quando si è voltato di spalle alla lettura di un documento che era stato scritto e inviato dal Sindaco di Buonabitacolo Giancarlo Guercio. “Il mio atto -ha spiegato Esposito- non era un gesto di disapprovazione al contenuto del documento. Mi sono girato di spalle per evidenziare la mancanza di correttezza istituzionale dimostrata nell’occasione dal sindaco di Buonabitacolo, che dopo aver chiesto la convocazione del consiglio dell’ente montano e inviato quel documento non si è nemmeno presentato. Per giunta senza nemmeno delegare un altro rappresentante del Comune di Buonabitacolo al suo posto”. Pensiero probabilmente condiviso da tutti: la politica non si fa su Facebook. Ma solo Esposito ci ha messo la faccia, anzi le spalle.

È ancora troppo presto per sapere se la strategia di Esposito pro-Cavallone avrà successo. Sicuramente anche in questo caso il sindaco di Sanza è disposto a metterci la faccia: ma dovrà lavorare molto per convincere i colleghi, e per “oliare” i rapporti non idilliaci tra il sindaco di Sala Consilina ed alcuni esponenti -anche di rilievo- del PD e del centrosinistra regionale.

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